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Bradley Manning, il soldato dell'intelligence Usa accusato di essere la 'talpa' di Wikileaks, è salito sul banco dei testimoni a Fort Meade in Maryland.
È la prima volta che Manning parla in pubblico da quando nel maggio 2010 è stato arrestato in Iraq per aver passato al sito anti-segreti di Julian Assange centinaia di migliaia di documenti top secret del governo americano.
Nervoso, con voce esitante, Manning ha cominciato a rispondere alle domande del suo avvocato sul suo arresto a Baghdad e sulle condizioni di detenzione che sono al centro di questa udienza preliminare.
Prima che il soldato simbolo delle campagne di Wikileaks per un mondo senza segreti cominciasse a parlare, la giudice militare Denise Lind ha accettato i termini in base ai quali il giovane soldato si è dichiarato colpevole di sette reati minori: una decisione che ha aperto interrogativi sul fatto che il governo degli Stati Uniti intenda procedere con le accuse più gravi.
In base a questi termini Manning accetterebbe la responsabilità di avre dato materiale riservato a Wikileaks: un reato passibile di 16 anni di prigione. Il soldato era stato incriminato per un totale di 22 capi di imputazione.