L'indipendenza dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) dalla Nagra - la Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive - è intatta. I due enti lavorano in modo indipendente e non vi è alcuna pressione o influenza di uno sull'altro. È quanto emerge da due analisi indipendenti, commissionate dallo stesso IFSN e dal Dipartimento dell'ambiente (DATEC), ma alcune questioni restano aperte.
Nel giugno di quest'anno Marcos Buser, ex membro della Commissione per la sicurezza nucleare (CSN), aveva espresso pubblicamente critiche sull'attuazione della procedura stabilita dal Piano settoriale per la selezione di siti volti a ospitare i depositi di scorie in strati geologici profondi.
Due distinte analisi commissionate dal Consiglio dell'IFSN e dal DATEC, presentate oggi a Berna, giungono alla conclusione che non vi è stata alcuna pressione o intromissione della Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive sull'Ispettorato. Gli esperti hanno assicurato che la competenza tecnica dell'Ispettorato è sufficiente.
"Le accuse principali sono infondate", ha affermato in una conferenza stampa Anne Eckhardt, presidente del Consiglio IFSN. Inoltre non è emersa alcuna prova che la Nagra abbia compiuto manipolazioni nella procedura per la scelta dei siti idonei o ospitare le scorie atomiche.
Da parte sua la Segreteria generale del DATEC, dopo aver effettuato i necessari accertamenti, fa sapere in un comunicato che la maggior parte delle accuse, e in particolare quelle più gravi, "sono prive di fondamento".
Su altri punti, tuttavia, il DATEC ritiene che Marcos Buser abbia ragione, e che sia necessario intervenire in particolare per quanto riguarda le procedure con cui le autorità federali interagiscono fra di loro e con la Nagra.
Il Dipartimento diretto da Doris Leuthard raccomanda all'UFE di precisare o di completare le regole amministrative che devono essere rispettate dalle autorità e dalle istituzioni coinvolte nel processo per la scelta del sito per il deposito delle scorie, "in modo da evitare che si ripetano le carenze procedurali riscontrate nel corso degli accertamenti".
Secondo il DATEC, è anche opportuno versare ai membri della CSN che esercitano una libera professione un'indennità che compensi la rinuncia ai mandati che potrebbero essere altrimenti svolti. Infine, il Dipartimento dell'ambiente si dice convinto che l'ordinanza sulla Commissione federale per la sicurezza nucleare debba essere sottoposta a un riesame.