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Francia: Sarkozy getta la spugna, stop mediazione in guerra UMP
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Nonostante la scadenza dell'ultimatum fissato per ieri sera da Nicolas Sarkozy, l'ex presidente ha deciso che non interverrà più nella guerra fratricida del centrodestra, che vede duramente opposti Francois Fillon e Jean-Francois Copé per la leadership dell'Ump.

Venerdì, Sarkozy aveva fatto pressione sui due rivali, dando loro fino a ieri sera per trovare una soluzione alla crisi. In caso contrario, aveva fatto sapere che sarebbe stato lui stesso a dichiararli, in un comunicato ad hoc, "pubblicamente squalificati" per la direzione del partito.

Secondo "Le Figaro", l'ex presidente ha però cambiato idea: non pubblicherà più nessun comunicato, ma soprattutto non vuole più intromettersi nella diatriba. Secondo molti osservatori, questo episodio ha mostrato come il peso e l'influenza dell'ex inquilino dell'Eliseo sul centrodestra francese siano fortemente diminuiti. Come dire, dal braccio di ferro tra Fillon e Copé, la prima vittima sembra essere proprio lui.

Intanto, in una conferenza stampa a Parigi, Copé ha detto che le trattative con Fillon vanno avanti in un clima "assolutamente cordiale e positivo, con la volontà di trovare delle soluzioni". Anche se insieme all'ex premier ha deciso che non riferirà sul contenuto delle trattative.

Nei giorni scorsi, Copé - che secondo i risultati ufficiali (contestati da Fillon) ha vinto di un soffio la "mini-primaria" del 18 novembre per la leadership del partito - ha effettuato un primo passo verso un possibile compromesso, accettando il principio di un ritorno al voto dei militanti. Ma la prospettiva di un accordo tra i due campi sembra ancora lontana, visto che continuano ad opporsi sul calendario: Copé propone un referendum su un possibile ritorno al voto dei militanti, ma solo dopo le prossime elezioni municipali del 2014. Un timing che Fillon considera inaccettabile, visto che vuole agire subito.

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