...
Via libera alla seconda fase del protocollo di Kyoto ma restano fuori i Paesi grandi inquinatori. Alla 18/a conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a dare l'ok all'impegno a ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra sono stati i paesi industrializzati dell'Unione europea con la Svizzera, la Norvegia e l'Australia. Si sono tenuti fuori Usa, Canada, Giappone, Russia e Nuova Zelanda. Nessun impegno anche da Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa e da altri paesi emergenti.
"È stato raggiunto soltanto l'obiettivo minimo", afferma un comunicato del Dipartimento federale dell'ambiente (DATEC). "Per realizzare l'indispensabile cammino verso un'economia e una società climacompatibili e quindi a basse emissioni di CO2 occorrono ancora sforzi notevoli",
La delegazione svizzera giudica positivamente la proroga del Protocollo di Kyoto e l'approvazione di un secondo periodo di adempimento (Kyoto 2) da parte di UE, Australia, Norvegia, Svizzera, Principati del Liechtenstein e di Monaco, Croazia e Islanda. Meno positivo è invece il fatto che i paesi che si sono impegnati in Kyoto 2 siano responsabili soltanto del 14% delle emissioni a effetto serra. Stati Uniti, Cina, Giappone, Brasile, Sudafrica, India e Canada hanno invece rifiutato ancora una volta di fissare obiettivi di riduzione vincolanti.
"Anche se le misure decise nell'ambito dei negoziati internazionali sul clima risultano insufficienti, al momento non è possibile rinunciare a conferenze di questo tipo", conclude il comunicato.