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Ha confessato di aver ucciso anche un terzo figlio, il suo primogenito, la donna a processo per l'uccisione dei due gemellini di 7 anni soffocati nel sonno la notte dell'antivigilia di Natale del 2007 a Horgen (ZH). La 39enne lo ha rivelato in apertura del nuovo processo davanti al Tribunale distrettuale.
Scoppiando in lacrime, la donna ha raccontato di aver ucciso il suo primo bebé quando aveva sette settimane. All'epoca si pensò ad un cosiddetto caso di "morte in culla". Nello stesso anno la donna rimase incinta dei due gemellini - un bambino e una bambina - da lei stessa uccisi sette anni più tardi.
La 39enne aveva finora sempre respinto le accuse, cercando di far ricadere la responsabilità sull'ex marito. Il 43enne, che ha divorziato in seguito al delitto, ha passato a sua volta tre mesi in detenzione preventiva, prima di essere scagionato da ogni accusa.
Nel 2010 la donna è già stata condannata alla pena detentiva a vita per duplice assassinio, ma la Corte di cassazione ha ordinato il rifacimento del processo perché l'avvocatessa della difesa ha fatto male il suo lavoro.
I due gemelli furono soffocati nel sonno con un cuscino. Secondo l'accusa, dopo aver ucciso i figlioletti, la madre aprì la finestra della loro camera e gettò vestiti e vari oggetti per terra per far pensare ad una rapina.
Nel canton Zurigo la Corte delle assise con i giurati popolari è stata abolita alla fine del 2010: per questo motivo il nuovo processo si tiene davanti al Tribunale distrettuale di Horgen (ZH). Per il dibattimento sono stati programmati tre giorni, fino a mercoledì 19 dicembre. La data della sentenza non è ancora nota.