ARCHIVIO
Le luci di Natale
Non ci pensiamo ma sono incredibili le teorie scientifiche e i calcoli che stanno dietro un concetto così banale. Cioè che i nostri occhi possano vedere….tutte queste illuminazioni natalizie.

Il Natale ultimamente è difficile da sentire. I negozi cominciano a ornarsi di addobbi già a settembre, la corsa al regalo si fa via via sempre più stressante. Tanto che poi quando arriva il 25 dicembre la sensazione che si ha è quella più di una liberazione che di festività. Finita l’infanzia poi, il giorno di Natale diventa solo l’ennesima occasione per ritrovarsi a mangiare a casa di parenti o al ristorante (come se non lo si facesse già tutto dicembre, con le varie cene organizzate con amici, associazioni, colleghi di lavoro, eccetera) e niente più.

“Il sabato del villaggio” di Giacomo Leopardi è forse il racconto che meglio descrive lo stato d’animo di molte feste, e quindi anche del Natale. L’eccitazione più grande sta nell’attesa dell’evento e non nell’evento stesso. Estremizzando la sintesi.

Una cosa che però aiuta quanto meno a respirare un’aria diversa, quanto meno per quel che riguarda me, sono le luci.

Il 21 dicembre è (no, non la fine del mondo) il solstizio d’inverno. In poche parole il giorno più corto dell’anno. È quindi ovvio che avendo delle giornate di 6-7 ore di luce, le illuminazioni artificiali la fanno da padrone. E, dalla semplice candela, alle più elaborate decorazioni luminose, è un autentico spettacolo di luce.

È estremamente difficile descrivere cosa sia la luce e anche le spiegazioni scientifiche non sono mai state troppo chiare e semplici. 

Newton, il quale da genio assoluto che era aveva capito che la luce riguardasse delle particelle di materia, fu sconfessato dalle teorie ondulatorie di Huygens e soci i quali affermarono (e non a torto, ben inteso) che la luce potesse essere vista come un’onda che si propaga. A questa confusione arrivo in soccorso la fisica quantistica. Einstein, con la teoria dell’effetto fotoelettrico, spiegò la luce come dei quanti di energia (chiamati fotoni), che interagendo con gli elettroni generano delle onde elettromagnetiche. Le quali se la frequenza o la lunghezza d’onda (che comunque sono proporzionali tra loro) hanno un determinato valore, cioè rientrano nello spettro del visibile, portano l’occhio umano a vedere.

Incredibile la confusione, le teorie scientifiche, i calcoli (che qui risparmio, ma che ho dovuto studiare e garantisco essere di una pesantezza assurda) che stanno dietro un concetto ai più così banale. Cioè che i nostri occhi possano vedere….tutte queste illuminazioni natalizie.

Buon Natale a tutti!

Matteo Chareun

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

PANE E VINO

Enoturismo, la Cantina alla Maggia di Ascona tra le eccellenze svizzere

10 OTTOBRE 2026
LETTURE

“Il Ticino e i suoi comuni”, storie di un mondo che cambiava

08 OTTOBRE 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Carovita, la rivolta dei sindacati: "Il Governo riconosce solo lo 0,25%, non basta"

07 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Giglia apre nel salotto di Lugano: una nuova casa per i suoi celebri Marron Glacé

06 OTTOBRE 2026
BANCASTATO

Sostenibilità, ecco le tre PMI premiate da BancaStato

06 OTTOBRE 2026
TELERADIO

È morto Marco Blaser, una vita davanti alle telecamere della RSI

05 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

IL FEDERALISTA

Marina Masoni: la speranza, l'espediente, il baratro. E "il silenzio sui conti"

27 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

"Basta campare di politica e CdA!"

02 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Dadò: "Inchieste sì, ma indipendenti e credibili"

04 OTTOBRE 2026