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Quest'anno è stato registrato un forte aumento del numero delle richieste di permessi di costruzione. Il fenomeno si è fatto sentire soprattutto nelle regioni di montagna dopo l'approvazione dell'iniziativa popolare di Franz Weber, ma questi progetti sono messi in pericolo da ricorsi.
Secondo l'ultima analisi immobiliare di Credit Suisse, il totale delle richieste inoltrare su dodici mesi fino ad ottobre 2012 è stato pari a 67'600 unità abitative, con un aumento del 23% rispetto all'anno precedente.
Il boom riguarda tutti i tipi di comuni e non può quindi essere unicamente attribuito all'iniziativa sulle residenze secondarie, scrivono gli esperti di Credit Suisse. Altri fattori che spiegano il forte incremento sono i bassi tassi d'interesse, la pressione all'investimento e una richiesta elevata dovuta all'immigrazione.
Il maggior aumento viene comunque registrato dai comuni turistici, dove il numero medio di richieste presentate è passato sui primi dieci mesi dell'anno da 3000 del 2011 a 8000 unità di quest'anno. L'iniziativa, che limita le residenze secondarie al 20% per comune, ha incitato molti proprietarie fondiari ad accelerare i progetti di costruzione.
Le richieste di permessi di edificazione sono aumentate soprattutto nella regione di Gstaad/Saanenland (BE), nel Goms (VS), nel cantone di Uri, nella Surselva (GR) e nella Bassa Engadina (GR). L'aumento è di oltre il 200% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.
Stando all'ordinanza sulle residenze secondarie, pubblicata alla fine di agosto, le richieste di permessi di costruzione nei 573 comuni che hanno un tasso superiore al 20% di questi alloggi sono autorizzate sino alla fine del 2012, ciò che ha provocato il forte aumento.
In ottobre, il totale su dodici mesi dei permessi rilasciati è stato di quasi 50'000, in calo di circa il 5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'associazione di Franz Weber, Helvetia Nostra, ha presentato oltre 1000 tra opposizioni e ricorsi, di cui la maggior parte in Vallese.
Non è chiaro se l'organizzazione è autorizzare a inoltrarli. Il Consiglio di Stato vallesano e il Tribunale cantonale ritengono di no e per questo Helvetia Nostra è ricorsa al Tribunale federale, che il 18 dicembre scorso ha accolto la richiesta di effetto sospensivo presentato dalla Fondazione nell'attesa di prendere una decisione in merito. Franz Weber teme che senza i ricorsi la volontà popolare rischi di essere ignorata.
Dal primo gennaio prossimo Credit Suisse anticipa un tonfo delle richieste di permessi nei comuni turistici.