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Spagna: Rajoy, abbiamo davanti un 2013 molto duro

La Spagna ha dinanzi a sé un 2013 "molto duro specialmente la prima metà". Lo ha affermato il premier spagnolo Mariano Rajoy nella conferenza stampa di fine anno. "Dobbiamo perseverare con le riforme che abbiamo avviato", ha detto, sostenendo di comprendere "l'impazienza, lo scetticismo e anche la delusione" di molti spagnoli per i sacrifici cui sono costretti.

"Però - ha tenuto a sottolineare Rajoy - stiamo facendo quello che è inevitabile fare" e per questo egli ha chiesto "comprensione e solidarietà". Comprensione per "la necessità di applicare alcune misure che non piacciono a nessuno" e solidarietà "per capire che tutti dobbiamo contribuire al sacrificio comune".

Per il momento la Spagna non ha alcuna intenzione di chiedere aiuto alla Banca centrale europea per l'acquisto di titoli di Stato, ma non è escluso che in futuro possa farlo, ha spiegato il premier. "Noi non prevediamo di chiedere alla Bce di intervenire e di acquistare obbligazioni sul mercato secondario - ha detto -. Ma non possiamo escluderlo per l'avvenire".

Oggi la Banca di Spagna ha comunicato che l'economia spagnola ha continuato a scendere nell'ultimo trimestre di quest'anno. Nel terzo trimestre, la contrazione del Pil spagnolo è stata dello 0,3%, dopo un -0,4% nel secondo trimestre.

La Banca centrale ha sottolineato che tutti gli indicatori dei consumi privati mostrano una "contrazione tonica", dovuta principalmente al calo degli investimenti in costruzioni e ad una moderazione del turismo. Anche il quarto trimestre dovrebbe risultare in calo.

La previsione ufficiale del governo è che l'economia della Spagna si contrarrà nel 2012 del 1,5%. Tuttavia, l'esecutivo ha lasciato intendere che questo declino potrebbe essere uno o due decimi inferiore a questa cifra. Per il 2013 si attende una contrazione dello 0,5%. UE e OCSE ritengono invece che l'anno prossimo il Pil spagnolo scenderà ancora dell'1,4%.

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