Per la prima volta il Tribunale federale (TF) dovrà occuparsi di un internamento a vita. L'avvocato dell'assassino di Lucie, 16enne friburghese che lavorava come ragazza alla pari presso una famiglia a Pfäffikon (SZ), ha annunciato all'ats di aver inoltrato ricorso contro la decisione del Tribunale cantonale argoviese.
In ottobre la giustizia argoviese aveva condannato il 29enne autore del delitto all'internamento a vita. Subito dopo la sentenza, la difesa aveva annunciato l'intenzione di ricorrere in appello.
Secondo l'ats, l'assassino Lucie è la quarta persona per la quale un tribunale ha ordinato la misura dell'internamento a vita. Nessuno di questi casi è finora giunto davanti ai giudici di Losanna.
Questo tipo di pena esiste dal 2008, in seguito ad un'iniziativa popolare adottata nel 2004. Nell'esame della questione, il TF dovrà chiarire nozioni di diritto come "durevolmente refrattario alla terapia". L'impossibilità di trattamento è infatti una condizione per l'internamento a vita.
L'assassinio di Lucie aveva scosso la Svizzera: il 4 marzo del 2009, dopo aver acquistato e consumato cocaina, l'uomo incontrò l'adolescente alla stazione centrale di Zurigo e le propose di posare come modella, promettendole un compenso di 500 franchi.
La ragazza lo seguì nel suo appartamento a Rieden, dove fu brutalmente uccisa. Fu colpita con un manubrio per il sollevamento pesi che le fracassò il cranio e quindi sgozzata con un coltello. L'assassino - che già nel 2003 aveva cercato di strangolare una giovane donna - si consegnò nei giorni successivi alla polizia.