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Pro Familia chiede di sostenere articolo su politica familiare

Una base costituzionale per la politica familiare: è quanto apporterà il nuovo articolo costituzionale sottoposto a votazione popolare il 3 marzo. Lo afferma Pro Familia, che ha lanciato oggi la sua campagna a favore del "sì".

Tutti gli ambiti della vita sono considerati nella Costituzione, ad eccezione della famiglia, ha dichiarato davanti ai media a Berna la consigliera nazionale Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG), direttrice dell'associazione, che riunisce le organizzazioni familiari e dei genitori.

L'articolo 115a prevede che la Confederazione e i Cantoni promuovano la conciliabilità tra la famiglia e l'esercizio di un'attività lucrativa o la formazione. In particolare i Cantoni devono provvedere a un'offerta appropriata di strutture diurne complementari alla famiglia e parascolastiche. Qualora gli sforzi compiuti dai Cantoni o da terzi non fossero sufficienti, la Confederazione sarebbe chiamata a stabilire dei principi.

È inaccettabile dover iniziare a cercare un posto in un asilo nido ancora prima che il bambino nasca, ha denunciato la Meier-Schatz. Obiettivo della campagna, dallo slogan "Sì alla famiglia", è sottolineare l'importanza della libera scelta nell'organizzazione della vita familiare e professionale, senza che venga privilegiato alcun modello.

Tuttavia, ha ricordato il presidente di Pro Familia Laurent Wehrli, oggigiorno molte famiglie non hanno scelta: servono due salari. Se le madri restano a casa perché non trovano un posto per i figli c'è il rischio che la famiglia debba ricorrere a un sostegno statale.

Anche secondo il direttore di Pro Juventute nonché membro di Pro Familia Stephan Oetiker è essenziale che i bambini siano presi a carico in maniera adeguata indipendentemente dalla forma di famiglia in cui vivono. Servono quindi condizioni quadro che permettano di assicurare offerte adatte e finanziariamente accessibili in tutto il paese.

"La realtà elvetica è che conciliare vita familiare e lavorativa costituisce un peso, addirittura un freno all'attività professionale", che colpisce in primo luogo le donne, ha rilevato Valérie Borioli Sandoz del sindacato Travail.Suisse, pure membro di Pro Familia. A suo avviso, inoltre, si potrebbe far fronte alla penuria di manodopera specializzata anche facendo in modo che ci siano più mamme sul mercato del lavoro.

L'articolo costituzionale è nato da un'iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale Norbert Hochreutener (PPD/BE). Le Camere federali hanno approvato il relativo decreto con un'ampia maggioranza: si sono opposti solo l'UDC e una parte del PLR.

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