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Rafforzare la collaborazione tra le regioni di confine è determinante per avere buone relazioni con i Paesi limitrofi e l'Unione europea. È quanto sostiene il Consiglio federale, che ha approvato oggi il Rapporto sulla politica economica esterna 2012.
Nel documento si fa pure riferimento agli accordi di libero scambio con Stati non membri dell'UE attraverso i quali, nell'anno appena trascorso, sono stati conseguiti altri progressi.
Nel capitolo introduttivo, il governo ribadisce l'importanza della cooperazione transfrontaliera per la piazza economica svizzera. Basti pensare che nel 2011 circa il 45% delle esportazioni verso la Germania e il 40% delle importazioni sono state effettuate con i Länder del Baden-Württemberg e della Baviera.
Nel caso dell'Italia, il 49% dell'export e il 53% dell'import sono stati realizzati con le regioni del Piemonte, della Lombardia, della Valle d'Aosta e del Trentino Alto Adige. Lo stesso dicasi per la Francia, dove i principali partner commerciali sono l'Alsazia, la Franche-Comté e la regione Rhône-Alpes, e per l'Austria, in cui spicca l'intensità dei legami economici con le regioni confinanti del Voralberg e Tirolo.
Il documento si sofferma pure sulle relazioni bilaterali con l'Unione europea: nel 2012, esse sono state caratterizzate - oltre che dalla crisi monetaria e del debito - dall'elaborazione da parte della Confederazione, di proposte per risolvere le questioni istituzionali. Tra queste ultime rientrano l'evoluzione dell'acquis comunitario, l'interpretazione uniforme degli accordi, i meccanismi di vigilanza e attuazione, nonché la soluzione delle controversie.
Secondo il Consiglio federale, il dossier sull'elettricità consentirà di creare un modello per futuri accordi di accesso al mercato (agricoltura, sicurezza dei prodotti e sanità pubblica, sicurezza dei prodotti chimici). Per quanto riguarda la fiscalità delle imprese, il governo si limita a dire che è stato avviato un dialogo con Bruxelles.
Dal canto suo, l'UE ha chiesto alla Svizzera l'avvio di trattative per estendere l'accordo sulla libera circolazione delle persone alla Croazia. Il 7 dicembre 2012, il Consiglio federale ha definito il mandato negoziale e lo ha sottoposto per consultazione alle Commissioni di politica estera delle Camere, ai cantoni e alle parti sociali.
Per quanto concerne gli accordi di libero scambio con Paesi al di fuori dell'Unione europea, nel 2012 sono entrati in vigore gli accordi AELS con Ucraina, Montenegro, Hong Kong. Sono invece proseguiti i negoziati bilaterali con la Cina e quelli dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) con Bosnia-Erzegovina, India, Indonesia, Stati dell'America centrale, nonché quelli dell'Unione doganale con Russia, Bielorussia e Kazakistan. Più di recente, sono state avviate trattative con il Vietnam e la Malesia per un accordo di libero scambio nell'ambito dell'AELS.
Per quanto riguarda, infine, l'accesso alle materie prime, a livello multilaterale la Svizzera punta in particolare al rispetto degli impegni internazionali. Nel programma di cooperazione allo sviluppo economico, la Confederazione si batte affinché le entrate dei governi provenienti dalle materie prime possano essere impiegate per la promozione dello sviluppo. Inoltre, Berna sostiene le iniziative internazionali a favore di pratiche responsabili da parte delle imprese attive nell'estrazione di materie prime.