Il blitz militare finale delle forze speciali algerine al sito di gas di In Amenas è terminato: lo hanno confermato i governi di Gran Bretagna e Norvegia.
Da Londra il ministro della difesa britannico, Philip Hammond, ha detto che le forze algerine hanno "messo fine alla presa di ostaggi" anche se nell'operazione ci sono stati "nuovi morti". Hammond ha quindi chiesto all'Algeria di fornire "maggiori dettagli" sull'accaduto. E a Oslo "il ministero degli esteri ha ricevuto conferma che l'operazione militare ad In Amenas è terminata".
Sedici ostaggi, non si sa di quale nazionalità, sono stati trovati vivi nel campo di gas. Si tratta di persone che, all'inizio dell'attacco, si erano nascoste nei macchinari degli impianti di estrazione, riferisce l'agenzia tunisina Ats, citando un notabile della regione di Illizi.
Secondo l'agenzia algerina Aps nell'attacco sono rimasti uccisi sette ostaggi stranieri e 11 terroristi. Stando al notabile, citato dalla Tsa, è probabile che i sette ostaggi trovati morti nel luogo dove si erano asserragliati i loro rapitori siano stati uccisi già ieri sera. Al momento, la versione ufficiale fornita dalle forze della sicurezza algerine parla di un'esecuzione di massa all'inizio dell'ultimo attacco delle unità speciali.
Da parte sua il numero uno della BP, Bob Dudley, ha indicato che sono salvi 14 dei 18 dipendenti della compagnia energetica che lavoravano a In Amenas, ma si ignorano le sorti degli altri quattro.
In precedenza fonti locali avevano riferito che 16 ostaggi stranieri sono stati liberati. Tra questi anche due americani, due tedeschi ed un portoghese.