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Scontri, lacrimogeni, centinaia di feriti e alcuni morti. L'Egitto è di nuovo in piazza. Il secondo anniversario della rivoluzione che due anni fa ha deposto Hosni Mubarak è stato segnato da una protesta dilagante contro il potere dei Fratelli musulmani e del loro presidente Mohamed Morsi. Oltre 250 i feriti. A Suez, ci sarebbero stati almeno 4 morti.
Dal Cairo ad Alessandria a Suez, Port Said, Ismailiya, le principali città egiziane sono state investite dalla rabbia dei manifestanti, che hanno preso di mira istituzioni pubbliche e sedi della Confraternita.
Per tutta la giornata sono risuonati gli spari dei gas lacrimogeni. Oltre 250 il bilancio in serata dei feriti della giornata, che segna il punto più alto delle proteste contro la Fratellanza, il cui presidente è in carica da soli sei mesi. A Suez, ci sarebbero stati almeno 4 morti, cinque secondo altre fonti.
Alle manifestazioni si sono unite azioni di disobbedienza civile, come il blocco di binari di treni e di metropolitana e di ponti sul Nilo al Cairo.
Oggi ha fatto la sua comparsa per la prima volta una versione egiziana dei black bloc, giovani vestiti di nero col volto coperto che hanno affermato di voler proteggere i manifestanti dalle cariche della polizia. Questo nuovo gruppo è stato visto sulle strade di Alessandria e del Cairo.
Tutte le proteste sono state accomunate da un unico slogan: "abbasso la guida" dei Fratelli musulmani Mohamed Badie, oltre ai cavalli di battaglia della rivoluzione come "Il popolo vuole la caduta del regime".
In piazza Tahrir, il simbolo della rivolta egiziana, migliaia di persone si sono radunate mentre a poche centinaia di metri giovani, talvolta giovanissimi, manifestanti lanciavano pietre oltre uno dei muri di cemento eretti per impedire alla protesta di investire il ministero dell'Interno e il Parlamento.