ARCHIVIO
Giornalismo e politica: riflessioni sul licenziamento di Oliver Broggini
I giornalisti godono o dovrebbero godere di una protezione speciale rispetto ad altri lavoratori? Io credo di sì, non in assoluto, ma in linea di principio. Ecco perché

Torno sulla vicenda che ha coinvolto il giornalista Oliver Broggini, licenziato qualche settimana fa dal Corriere del Ticino dopo dieci anni di carriera nella redazione di Locarno. La sua storia l’abbiamo raccontata su liberatv.ch. Ne ha parlato anche, tra i pochissimi, il collega Davide Martinoni sulla Regione.

Gli articoli sul “caso Broggini” sono stati tra i più letti in assoluto nella pur breve storia di questo portale. Migliaia di click. Segno che la vicenda ha colpito, e interessa l’opinione pubblica, non solo locarnese.

Il caso Broggini

Per contestualizzare il caso, ricordo che Broggini aveva concorso per il ruolo di responsabile della comunicazione della Città di Locarno. La vicenda risale all’autunno scorso e, suo malgrado, il collega finì al centro di una polemica politica. Perché il sindaco Carla Speziali avrebbe voluto nominare il vicedirettore del Giornale del Popolo Gian Maria Pusterla, che nella classifica da lei stilata risultava il candidato migliore. Può darsi che, per quel ruolo, lo fosse davvero: Pusterla è un collega di provata esperienza, e forse incarna le caratteristiche che il sindaco voleva.

Broggini era solo terzo, ma la maggioranza del Municipio (e in democrazia si accettano le decisioni della maggioranza) optò per lui, mandando il sindaco su tutte le furie. Speziali chiese addirittura l’intervento del presidente del PLR Rocco Cattaneo per richiamare alla collegialità il suo collega di Municipio, ma soprattutto di partito, Davide Giovannacci, che aveva votato per Broggini.

Già qui una persona comune (e io penso di essere una persona comune) si chiede: ma questo è fare politica? Ma che modo è di fare politica? Quali sono i metodi e le logiche con cui si amministrano i comuni?

I compratori di anime

Ho tra l’altro saputo che, prima di quella nomina, in favore di Pusterla vi son state “mobilitazioni” da parte di alte sfere della politica cantonale. Anche se era soltanto un posto da responsabile della comunicazione in un comune, per quanto importante. Non oso pensare a quel che succede quando in gioco vi sono posizioni strategiche in seno a grandi aziende pubbliche e private.

Probabilmente, e dico questo andando oltre il caso specifico, il Ticino è talmente assuefatto a queste logiche (raccomandazione, clientelismo, scambio di favori, fedeltà condizionata) che molti penseranno che io sia un ingenuo se ancora me ne stupisco.

E va bene, sarò un ingenuo e mi stupisco, ma senza scandalizzarmi. Perché credo che se Dio ci ha dato un’anima, non è per venderla al diavolo (permettetemi la metafora faustiana), ma per tenercela stretta e difenderla con le unghie fino al giorno in cui dovremo restituirgliela.

I compratori di anime sono generalmente gente che l’anima l’ha già venduta (non soltanto politici, ma anche imprenditori, burattinai di vario genere, editori, dirigenti d’azienda) e pagano con diverse monete: posti di lavoro, più o meno prestigiosi, più o meno remunerati, consigli d’amministrazione, raccomandazioni, eccetera. In cambio chiedono… beh, dipende dalla contrattazione. Comunque, chi ha venduto l’anima lo riconosci quando lo incontri per strada, perché ha lo sguardo vuoto e spaesato di uno zombie.

Preciso una cosa: se le raccomandazioni son fatte in nome dell’amicizia e della stima (senza chiedere null’altro in cambio, senza nemmeno aspettarsi riconoscenza), per aiutare una persona capace a trarsi d’impiccio o a realizzare un sogno, sono assolutamente accettabili. Ci mancherebbe. Il reciproco aiuto è un valore. Ma soltanto se non ha un controvalore.

E adesso rispondo a una domanda

Qui chiudo la riflessione e torno alla storia, perché, alla fine, devo rispondere a una domanda.

In seguito alla polemica suscitata dalla sua nomina, e anche del ricorso presentato da Pusterla, Broggini ha deciso di rinunciare al mandato. Ne ha parlato col direttore del Corriere, Giancarlo Dillena, il quale gli ha detto, in sostanza, “va bene, resta pure”. Poi, però Broggini, stando alla sua versione, mai smentita, è stato convocato dal condirettore del Corriere Fabio Pontiggia, il quale gli ha fatto presente che la sua posizione di giornalista della redazione di Locarno era diventata inopportuna e gli ha proposto il trasferimento alla redazione di Bellinzona. Broggini ha rifiutato, ritenendo quel trasferimento “punitivo”, e tardiva la proposta, ed è stato licenziato.

Non voglio nemmeno lontanamente pensare che su questo licenziamento abbia pesato qualche pressione politica, perché spero che chi dirige un giornale non si presti, nemmeno per amicizia o simpatia, a operazioni del genere.

Quando scrissi sul mio profilo Facebook “non si licenzia così nessuno, tantomeno (nemmeno) un giornalista”, un amico replicò: “perché i giornalisti sono diversi dagli altri dipendenti?”.

Insomma, i giornalisti godono o dovrebbero godere di una protezione speciale rispetto ad altri lavoratori? Io credo di sì, non in assoluto, ma in linea di principio. Perché la libertà di stampa, tema che riguarda direttamente il lavoro quotidiano di ognuno di noi, è protetta dalla Costituzione. E perché i giornalisti fanno parte del cosiddetto “quarto potere”, che dovrebbe avere il ruolo di controllare gli altri tre (legislativo, esecutivo e giudiziario), e non soltanto di riferirne l’attività all’opinione pubblica.

E il quarto potere ha anche il compito e il dovere di controllare i suoi “deputati”, coloro che lo esercitano, soprattutto se hanno ruoli dirigenziali. Quindi, ribadisco ciò che ho scritto: non si licenzia così un giornalista.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

LETTURE

“La montagna incantata”: il Monte San Giorgio come non l’abbiamo mai letto

16 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
ABITARE

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026