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Gli ospedali, le industrie, Bellinzona e Detroit
L’esempio senz’altro estremo della città americana segnala come senza una realtà economica sana e ben differenziata sia difficile garantire a lungo termine un sistema sociosanitario adeguato

La proposta di costruire un ospedale cantonale sul sedime delle officine FFS di Bellinzona può sembrare a prima vista interessante. Di medicina c’é sempre bisogno  ed una tale soluzione  permetterebbe di elegantemente sfumare il problema di trovare alternativa al rilancio ed al  future a lungo termine delle officine. Verosmimilmente é una opzione  che verrà scartata per diversi motive, ma che rappresenta un’occasione per riflettere sui potenziali effetti legati a simili “riconversioni”.

Non essendo un economista mi permetto di citare il Professor Sergio Rossi, che in un editoriale redatto per la RSI, segnalava l’importanza della distinzione tra le spese che producono un reddito e le spese che invece trasferiscono soltanto un reddito preesistente entro i confini di una regione.Premesso che il paragone tra diverse realtà é sempre difficilie é comunque interessante analizzare quanto avvenuto  nelle città e regioni americane a seguito della deindustrializzazione, non solo quanto ad impatto sociale, ma anche per quanto riguarda l’impatto sul sistema sanitario. 

L’esempio di Detroit, roccaforte dell’industria automobilistica statunitense, é di grande interesse. Parallelamente alla crecscita industriale della città vi fu un importante sviluppo del sistema ospedaliero, in particolare dovuto a due fattori. In un’ottica tipicamente americana, i grandi industriali si rilevarono grandi filantropi donando rilevanti parti della loro fortuna a fondazioni di interesse pubblico, molte delle quail aventi lo scopo di realizzare strutture ospedaliere di eccellenza.

Inoltre il diffuse benessere derivante dal successo industriale fece si che un grande numero di cittadini fosse assicurato con polizze che garantivano un alto livello di cure, coprendone I relative costi ospedalieri. Con l’entrata in crisi dell’industria automobilistica cominciarono dapprima  a ridursi I nuovi fondi che confluivano nelle fondazioni. Nonostante ciò grazie ai fondi derivanti in particolare alle prestazioni cliniche erogate a pazienti il sistema ospedaliero continuò a finanziarsi senza grandi problemi, finché le mutate condizioni economiche comportarono una diminuzione costante di cittadini ben assicurati ed un aumento di cittadini a carico dei programmi sociali. Nel corso degli anni le crescenti difficoltà di finanziamento degli ospedali comportarono forzatamente il ridimensionamento di diverse attività, non solo di ricerca e di insegnamento, ma anche nell’offerta di prestazioni cliniche ai pazienti.

Evidentemente la realtà economica del Ticino, basti pensare all’importanza della piazza finanziaria, é molto diversa da quella delle città americane del Nord-Est legate ad una monoculture industriale.  Nondimeno l’esempio senz’altro estremo di Detroit segnala come senza una realtà economica sana e ben differenziata sia difficile garantire a lungo termine un sistema sociosanitario adeguato.

 

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