L'indennità di 72 milioni di franchi concessa dal gigante farmaceutico Novartis al dimissionario presidente del consiglio di amministrazione (Cda) Daniel Vasella avrà strascichi giudiziari: l'avvocato zurighese Hans-Jacob Heitz, denominato "il difensore dei piccoli azionisti", ha infatti presentato oggi denuncia penale presso la procura di Basilea.
Heitz, già messosi in luce in occasione del tracollo di Swissair, accusa il gruppo Novartis, il comitato del Cda preposto alle retribuzioni e lo stesso Vasella di amministrazione infedele e di false indicazioni su attività commerciali.
Secondo l'avvocato il versamento milionario sarebbe stato deciso in considerazione dell'imminente voto sull'iniziativa Minder, che vieta le cosiddette indennità di partenza. Heitz chiede quindi misure cautelari allo scopo di impedire che l'indennità di 72 milioni venga approvata dall'assemblea generale degli azionisti di Novartis, in programma venerdì.
Secondo Peter V. Kunz, professore di diritto economico all'università di Berna, le chance di successo della denuncia sono tuttavia pressoché nulle. In caso di rimborso di una prestazione, i procedimenti penali non servono a niente, ha detto Kunz in un'intervista ai quotidiani "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". "Anche se Vasella e gli amministratori venissero riconosciuti colpevoli di amministrazione infedele, il contratto rimarrebbe valido. Al massimo Vasella sarebbe chiamato a pagare una multa".