L'importo per la prima tappa relativa ai progetti di finanziamento e ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF), potrebbe ammontare effettivamente a 6,4 miliardi di franchi. La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale si è allineata al Consiglio degli Stati, che nella scorsa sessione invernale ha quasi raddoppiato i mezzi previsti inizialmente dal governo.
La decisione è stata presa con 14 voti contro 5. Per la maggioranza, l'urgenza dei progetti e il necessario miglioramento dell'equilibrio regionale giustificano un importo tanto importante. Il Consiglio federale aveva invece proposto di stanziare 3,5 miliardi per lavori da realizzare entro il 2025. Il FAIF funge da controprogetto diretto all'iniziativa popolare dell'Associazione traffico e ambiente (ATA) "Per i trasporti pubblici".
Dopo essere entrata in materia all'unanimità, il 15 gennaio scorso, sui progetti FAIF, la Commissione del Nazionale ha ora proceduto all'esame di dettaglio. Al termine, con 16 voti contro 9, ha proposto al plenum di raccomandare a popolo e cantoni di respingere l'iniziativa dell'ATA (che vuole attribuire il gettito dell'imposta sugli oli minerali in parti uguali alla strada e alla ferrovia) e di accettare il controprogetto. Una minoranza difende un duplice sì, con preferenza per il controprogetto alla domanda sussidiaria. Il Consiglio nazionale se ne occuperà probabilmente soltanto nella sessione estiva.
Per finanziare i costi supplementari, la commissione è pronta ad aumentare l'IVA dell'1 per mille dal 2018 alla fine del 2030. Il provvedimento dovrebbe fruttare circa 300 milioni di franchi all'anno. Con 15 voti contro 10, la commissione non ha voluto rinunciare a quest'aumento dell'imposta, proposta dagli Stati.
Tutte le altre proposte volte a introdurre altre fonti di finanziamento sono fallite, come quella (bocciata con 22 voti a 2) intesa a sopprimere completamente la deduzione fiscale concessa ai pendolari nell'ambito dell'imposta federale diretta (IFD).
La proposta inversa, volta a sopprimere il limite di 3000 franchi per questa deduzione è stata respinta soltanto con 12 voti contro 9 e 2 astenuti. La maggioranza ha in sostanza ritenuto che anche i pendolari devono contribuire all'estensione della rete ferroviaria.
I cantoni dovranno sborsare, probabilmente 500 milioni all'anno, ossia 200 milioni in più rispetto a ora. Con 11 voti contro 9 e 4 astenuti, la commissione ha respinto una proposta che chiedeva un aumento del contributo cantonale da 500 a 800 milioni, come chiedeva una minoranza.