Accogliendo l'iniziativa si rinsalderà un principio prezioso e forse un po’ dimenticato della nostra democrazia: ovvero che, con le giuste motivazioni, Davide può ancora battere Golia
Sarà perché stiamo attraversando un periodo di crisi globale, sarà perché il signor Vasella si è dato una buona uscita (o quantomeno ci ha provato) di 72 milioni di franchi, ma la prossima votazione sulle retribuzioni abusive sta riscaldando gli animi e indignando a ragione la gran parte della popolazione.
Questa votazione tocca le nostre coscienze. Ci ripugna il comportamento di connazionali e non, comunque uomini, che fanno del dio denaro il loro unico scopo di vita, anche in momenti dove altri non riescono a trovare un lavoro decente.
Improvvisamente dopo anni, dove questi signori messi nei Consigli d’Amministrazione da assemblee sbadate o controllate, hanno fatto il bello e cattivo tempo. Ci siamo accorti che tutto questo era se non illegale, quantomeno di cattivo gusto e fuori luogo. Le differenze in termini di retribuzione si sono sempre più acutizzate fino a portare alla raccolta di firme per un’iniziativa che regolasse una volta per tutte questo modo scellerato ed egoista di gestire le società.
Un imprenditore turgoviese, uno come tanti, onesto e lavoratore, amante del suo paese e di quanto questo rappresenta, non ha accettato una situazione che si stava sempre più incancrenendo.
Ma da dove viene quest’iniziativa portata avanti da un “Davide” che sfida il mondo economico e liberista svizzero (“Golia”)? È tutto iniziato nell’ormai lontano, ma mai dimenticato 2 ottobre 2001, quando la nostra compagnia di bandiera, la Swissair, orgoglio nazionale, cessava definitivamente d’esistere.
La fine di Swissair risulta oggi l’esempio più classico di come scellerati membri di consigli d’amministrazione e direttori abbiamo semplicemente guardato al proprio portafoglio e a quello dei propri amici e non all’interesse nazionale o quantomeno aziendale.
Gestioni che si sono dimostrate oltre che fallimentari anche al limite della legge. La Swissair era il punto di riferimento della precisione e professionalità svizzera in Europa e nel Mondo.
Ricordo ancora il giorno del “Grounding”, mia moglie rientrava a Zurigo dalla Turchia con l’ultimo aereo che la società cercava di far tornare in Svizzera per evitare che fosse confiscato dai creditori internazionali. Ho ancora negli occhi e nelle orecchie lo stupore e la confusione all’ aeroporto di Kloten e le telefonate di amici che dall’estero non credevano a quanto stesse succedendo.
Mi torna in mente mio suocero, uomo tutto d’un pezzo, che negli anni 70 utilizzava soltanto Swissair per i suoi viaggi venendo fino in Svizzera come tante persone che ne riconoscevano la qualità e la precisione, che dalla Turchia al telefono non si capacitava di quanto stesse succedendo.
Questo disastro è stato creato da manager senza scrupoli che, di fatto, attraversi i loro comportamenti hanno prodotto una reazione che oggi si concretizza nell’iniziativa Minder. E tutti noi, che ricordiamo bene quel catastrofico giorno del 2001, ci riconosciamo dietro questo imprenditore che da solo ha sfidato l’economia e la politica svizzera che conservatrice com’è, mai avrebbe provato a criticare più di tanto certi ambienti: Economisuisse, ad esempio.
Tutti pensiamo ora che sia giusto e sacrosanto quanto richiesto nel testo dell’iniziativa, senza se e senza ma. Non vi possono essere compromessi quando ne va dell’interesse e della reputazione di un intera classe imprenditoriale. Non possiamo riconoscerci in Corti, Vasella, Ospel, Grubel, eccettera, ecccetera eccetera. Minder è diventato il portabandiera di nuovo modo di fare imprenditoria. Vicino ai collaboratori, in maniera etica e misurata, senza eccessi e lustrini, cercando di valorizzare il proprio lavoro con una visione a lungo termine.
Nei vari dibattiti a questo proposito, mi ha fatto particolare impressione vedere come davanti alla determinazione e ai contenuti di Thomas Minder, la nostra consigliera federale Simonetta Sommaruga abbia tentato d’arginarne le ragioni, peraltro senza successo. Nemmeno una poco preparato rappresentante di EconomieSuisse ha trovato argomenti oggettivi per sostenere un controprogetto che più che una proposta alternativa, sembra essere l’ultimo tentativo d’impedire che venga posto un chiaro limite alle società quotate in borsa nella gestione delle risorse destinate ai manager e ai consiglieri d’amministrazione.
Un massiccio SI darà un chiaro segnale a certi ambienti e sicuramente rinsalderà un principio prezioso e forse un po’ dimenticato della nostra democrazia: ovvero la possibilità che, con le giuste motivazioni, Davide può ancora battere Golia.