A poco più di un mese dal rinnovo del governo cantonale, l'UDC neocastellana è in crisi: il partito ha deciso ieri sera di riconsiderare la candidatura del consigliere nazionale Yvan Perrin, sul quale negli ultimi giorni si sono accumulate nubi di carattere privato e professionale. Esprimendo il proprio disaccordo, il vice-presidente della sezione cantonale ha lasciato questo incarico.
Attuale presidente del Gran consiglio, Raymond Clottu denuncia l'"accanimento di taluni" nei riguardi di Perrin, sul quale il partito - fino a tempi recenti - contava per ottenere un seggio in Consiglio di Stato. Nel corso di una riunione ieri sera, alla quale il principale interessato non è stato invitato, il partito ha "riconsiderato" la propria strategia elettorale. Secondo la RTS, Perrin potrebbe essere affiancato da un secondo candidato UDC.
Dal lancio ufficiale della campagna elettorale il 14 febbraio, le voci si fanno insistenti a Neuchâtel sullo stato di salute del consigliere nazionale, vittima in passato di un "burnout" e colpito il 19 dicembre scorso da un malore, per il quale ha trascorso un giorno all'ospedale.
Malgrado le garanzie fornite dallo stesso candidato, la sezione neocastellana ha imposto al parlamentare di inviare quotidianamente un sms al comitato di campagna, per rassicurarlo sul suo stato di salute. In un comunicato odierno, il partito denuncia peraltro il fatto che rappresentanti della stampa sarebbero in possesso di rapporti medici riguardanti Perrin. Il democentrista è inoltre toccato dal recente scandalo sessuale riguardante il centro per richiedenti l'asilo di Perreux, nel quale sono coinvolti cinque agenti di sicurezza impiegati dalla ditta della quale è vice-direttore. Da lunedì, l'azienda ha abbandonato il mandato.