L’introduzione del sistema proporzionale equivalente a quello per l’elezione del Parlamento ticinese (vogliamo veramente imitare la politica ticinese?), accentuerebbe la lotta tra i partiti rischiando di farli diventare troppo forti
Il prossimo 3 marzo i cittadini grigionesi saranno chiamati ad esprimersi per l’ennesima volta sull’introduzione del sistema proporzionale per l’elezione del Gran Consiglio. Negli ultimi 75 anni il popolo retico è stato chiamato ad esprimersi su questo tema per ben 7 volte, sempre con lo stesso risultato ovvero la bocciatura di tali iniziative.
Nei Grigioni, a differenza di quasi tutti gli altri Cantoni svizzeri, i 120 membri del Parlamento vengono eletti con il sistema maggioritario. Infatti viene eletto al primo turno chi ottiene la maggioranza assoluta (il totale di tutti i suffragi validi ottenuti dai candidati viene diviso per il doppio dei seggi vacanti ed il numero immediatamente superiore è la maggioranza assoluta) indipendentemente dall’appartenenza ad un partito. Ad un eventuale secondo turno è sufficiente la maggioranza relativa.
I seggi vengono ripartiti tra i 39 Circoli in proporzione alla popolazione svizzera che vi risiede ed ognuno di essi ottiene almeno un seggio.
Il sistema proporzionale risulta invece ben più complesso. In sostanza prevede che i seggi in Parlamento vengano distribuiti ai diversi partiti in proporzione ai voti ottenuti dai partiti stessi o dai loro candidati. Quali circondari elettorali gli iniziativisti propongono i Distretti già conosciuti e la ripartizione dei seggi tra i circondari in base al totale della popolazione residente. Molti dettagli da regolamentare, quali ad esempio il metodo per la ripartizione dei mandati, non vengono disciplinati nella proposta ma lasciati nelle mani del legislatore.
A mio avviso l’attuale metodo di elezione del Parlamento retico rispetta la particolare situazione del Cantone. Nel Cantone dei Grigioni, con le sue 150 valli, le 3 lingue parlate, le differenti culture e religioni, il sistema maggioritario attuale prevede che ognuno dei 39 Circoli, cioè ognuna di queste 39 piccole realtà, con i suoi problemi, le sue esigenze abbia al minimo una voce a livello cantonale e possa quindi partecipare all’organizzazione del proprio futuro. Circoli limitrofi hanno diverse esigenze e priorità e quindi è giusto che ognuno di essi sia rappresentato a Coira da persone vicine alle problematiche della propria gente. L’iniziativa prevede anche l’introduzione di circoli elettorali più grandi quindi questa peculiarità andrebbe persa.
Il Granconsigliere grigionese rappresenta innanzitutto la propria gente prima di rappresentare un partito.
L’introduzione del sistema proporzionale, oltre a creare un sistema elettorale più complesso equivalente a quello per l’elezione del Consiglio nazionale o per l’elezione del Parlamento ticinese (vogliamo veramente imitare la politica ticinese?), accentuerebbe la lotta tra i partiti rischiando di farli diventare troppo forti. Molti Granconsiglieri grigionesi eletti oggi lo sono perlopiù perché ritenuti persone valide e non per la loro appartenenza ad uno o all’altro partito.
Inoltre alcune condizioni che il Tribunale federale definisce costantemente come indispensabili affinché vi sia un’applicazione corretta e conforme alla Costituzione del sistema proporzionale, con questa iniziativa non sarebbero rispettate (cfr. l’articolo del Granconsigliere retico Mirco Rosa su La Voce del San Bernardino del 21.02.2013).
Nonostante le molte critiche al sistema elettorale maggioritario, la dottrina giuridica vigente e il Tribunale federale lo ritengono conforme alla Costituzione.
Invito dunque il popolo retico a respingere l’iniziativa popolare per l’introduzione del sistema di voto proporzionale nei Grigioni.