Bufera. Raffiche di vento che fanno imbizzarrire il lago. Qualche tanica di benzina. Quantomeno qualche molotov, magari lanciata un po’ incautamente
Bufera. Raffiche di vento che fanno imbizzarrire il lago. Qualche tanica di benzina. Quantomeno qualche molotov, magari lanciata un po’ incautamente. Penso alla durissima lettera del giovane municipale PPD Giuseppe Cotti apparsa domenica scorsa sul Mattino: pesanti critiche alla gestione del sindaco Carla Speziali, chiamata “la Carlina”, alla mancanza di leadership del PLR, definito “il fu Partitone”, a scelte politiche “che guardano più indietro che avanti”…
Poi, la sera dopo, lunedì 25 febbraio, sono arrivati a Locarno i vertici del PLR cantonale in divisa da pompiere: il presidente Rocco Cattaneo (al suo terzo summit pacificatore sul Verbano) e il suo vice Nicola Pini.
Ma hanno dovuto fare i conti con l’umor nero di alcuni esponenti di spicco della sezione locale - in primo luogo il sindaco Carla Speziali e il contestato coordinatore della Sezione, Vittorio Mariotti -, e non hanno potuto esimersi dal mescolare all’acqua qualche gallone di benzina (che a Cattaneo, per definizione professionale, non manca). E via che il fuoco è ripigliato. Anche se i toni, oggi, sono ufficialmente improntati alla distensione.
Questo è il clima, a dir poco rovente, che si respira a Locarno. La miccia è stata la vicenda del consigliere comunale PLR Luigino Vidoli, che ha contraffatto due vignette di posteggio: ne ha comprata una e ne ha ricavate tre, fotocopiandola. Sui giornali è uscito di tutto e di più su quella brutta storia. Com’era giusto che fosse. Ma adesso è partita la caccia ai “delatori”.
Un paio di mesi fa c’era stato il caso del giornalista Oliver Broggini, nominato a maggioranza dal Municipio (contrario il sindaco Speziali) responsabile della comunicazione della Città. Poi sappiamo tutti com’è andata a finire. Già lì era salita alta la tensione tra il sindaco e Davide Giovannacci, il giovane municipale PLR eletto l’anno scorso, che aveva sostenuto Broggini. E Giuseppe Cotti con lui.
Il quadro politico locarnese si è vieppiù agitato nelle scorse settimane, quando la nomina dell’ex municipale Vittorio Mariotti (vicino al sindaco Speziali) a coordinatore del partito è stata formalmente contestata dal municipale Giovannacci (che ora è anche vicepresidente del partito, facente funzione di presidente) e da altri esponenti della nuova generazione del PLR.
A rendere ancora più incandescente la situazione c’è ora il fatto che Mariotti è pure legale di Luigino Vidoli nella vertenza sulle vignette contraffatte. E in questa veste ha minacciato una querela al Municipio per tutelare l’interesse del suo cliente. E non c’è chi non veda in questo se non un conflitto di interesse, almeno un problema di inopportunità.
Non dimentichiamo poi la polemica scoppiata sempre nelle settimane scorse - e poi, almeno apparentemente, rientrata - sul finanziamento della Casa del Cinema. Insomma, Locarno sembra essere diventato un campo minato. E “bonificarlo”, disinnescando le bombe, non sarà facile. Più che pompieri, ci vorrebbero artificieri.
Sullo sfondo non c’è però soltanto l’ormai conclamata mancanza di sintonia tra Davide Giovannacci e Carla Speziali. C’è, probabilmente, al di là dei personalismi, il confronto (o lo scontro) tra due generazioni politiche. Tra due modi diversi di concepire la gestione della cosa pubblica.
Forse non ce n’eravamo accorti, perché le elezioni dell’anno scorso non hanno suscitato particolari clamori, ma a Locarno ha spirato un forte vento di cambiamento, anche se poi alla fine in Municipio ci è entrata pure una "vecchia volpe" come Silvano Bergonzoli. C’è un po’ aria di “grillini” sul Verbano.