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A quasi due mesi dall'inizio dell'intervento francese in Mali il numero di rifugiati e sfollati maliani e ancora alto e in alcune zone si registra perfino un aumento dei flussi. A sottolinearlo è l'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati (Unhcr), secondo il quale attualmente sono circa 430mila le persone fuggite dalle zone più a rischio del Mali negli Stati limitrofi o all'interno dello stesso Paese sahariano.
Le persone fuggite in Mauritania, Niger, Burkina Faso e Algeria sono 170.300, sottolinea l'agenzia dell'Onu rimarcando come nel mese di febbraio circa 1500 rifugiati ogni settimana si sono recati in Mauritania. Tra le persone fuggite, in maggioranza arabi o tuareg, "la principale preoccupazione resta la mancanza di sicurezza.
I continui combattimenti, gli attacchi suicidi, le rappresaglie contro alcune comunità, la presenza di mine e ordigni inesplosi nelle regioni di Mopti, Gao e Timbuctu continuano a ritardare la decisione di rientrare a casa", spiega ancora l'Unhcr ricordando anche la perdurante assenza di servizi nelle regioni del Nord.
Per questo "è necessario e urgente un impegno mirato alla riconciliazione, congiuntamente a un'azione per contrastare l'impunità, per evitare che la crisi di sfollati e rifugiati del Mali si protragga per lunghi periodi", conclude l'agenzia Onu.