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I legittimi eredi di fondi in giacenza depositati nelle banche svizzere avranno 62 anni di tempo in tutto per reclamare i loro averi. Il Nazionale, allineandosi agli Stati, ha rinunciato con 100 voti contro 62 a concedere 50 anni supplementari per presentare domanda.
La revisione della legge sulle banche ha lo scopo di evitare il ripetersi di scandali simili a quello degli averi di vittime dell'Olocausto depositati in Svizzera prima e durante la Seconda guerra mondiale. Il termine concesso ai proprietari di fondi per rivendicare quanto spetta loro ha suscitato un lungo dibattito.
Il Consiglio federale voleva fissarlo a 30 anni in un'ordinanza, ma le Camere hanno voluto allungare la scadenza ed iscriverla nella legge. I due rami del Parlamento però non erano d'accordo sulla durata: la Camera dei cantoni voleva fissarla a 50 anni, il Nazionale intendeva invece prorogarla a 100 anni. Socialisti, verdi e UDC si sono battuti ancora oggi alla Camera del popolo per concedere ai legittimi eredi dei fondi in giacenza altri 50 anni di tempo, ma la maggioranza ha scelto alla fine la versione degli Stati.
Le banche disporranno di 10 anni per cercare i proprietari dei fondi in giacenza poi, se nessuno si manifesta, dovranno attendere 50 anni prima di procedere alla liquidazione. Dopo una procedura di due anni, il denaro finirebbe nelle casse federali. In tutto quindi l'iter sarà di 62 anni.
Gli averi fino a 500 franchi potranno essere liquidati senza pubblicazione preventiva. Per i fondi in giacenza da oltre 50 anni al momento dell'entrata in vigore della revisione della legge, il termine di pubblicazione sarà di 5 anni. Attualmente si stimano in 400 milioni i beni non reclamati depositati nelle banche svizzere.
La presente revisione della legge sulle banche è stata elaborata dopo anni di tergiversazioni e la bocciatura di due progetti governativi.
Il Consiglio federale aveva deciso di legiferare in materia nel 1997. Il primo progetto, posto in consultazione nel 2000, si era scontrato con l'opposizione della banche: quest'ultime hanno costretto il governo a tornare sui suoi passi. Neppure il secondo progetto, elaborato da una commissione di esperti e presentato nel 2004, ha ottenuto il consenso del mondo finanziario.
Nel giugno del 2007, Il Consiglio federale ha quindi deciso di abbandonare l'idea di una legge speciale per regolare la questione dei fondi in giacenza. L'attuale revisione, presentata nel 2009, prevede solo modifiche puntuali del Codice delle obbligazioni e di quelli civile e di procedura civile.