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Glencore ha realizzato nel 2012 un utile distribuibile agli azionisti in calo del 75% a un miliardo di dollari. Lo annuncia oggi il gigante delle materia prime con sede a Baar (ZG). La fusione con Xstrata è rinviata al 16 aprile.
Sull'utile netto hanno pesato rettifiche di valore. Anche senza tener conto di queste ultime esso è comunque diminuito del 25% a 3,06 miliardi di dollari. L'utile operativo EBIT è sceso del 17% a 4,47 miliardi. L'utile derivante dal commercio di petrolio e carbone è calato rispetto al 2011, mentre è salito quello di materie prime agricole e di metalli.
Sull'EBIT ha inciso anche un calo degli utili nel settore minerario, a causa del calo dei prezzi delle materie prime. Ha inoltre pesato un risultato peggiore di Xstrata, di cui Glencore detiene una partecipazione e con cui si unirà prossimamente.
La fusione, approvata in novembre dagli azionisti delle due società, ha subito ripetutamente ritardi a causa dell'esame da parte delle autorità preposte alla concorrenza. Ancora manca il via libera di quelle cinesi. In base alle informazioni fornite oggi da Xstrata essa dovrebbe concludersi alla metà del mese prossimo.
Citato nella nota, il presidente della direzione Ivan Glasenberg afferma che il 2012 è stato un anno importante per il gruppo, con una crescita organica nell'estrazione di materie prime e una performance solida nelle attività di commercio.