Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha inoltrato un nuovo ricorso presso il Tribunale federale nella vicenda del contrabbando di sigarette, opponendosi così a una sentenza del Tribunale penale federale (TPF).
Le motivazioni scritte emesse dal Tribunale penale nel marzo 2012 per giustificare la propria sentenza sollevano "interrogativi fondamentali", a cui bisogna dare risposte al più alto livello, in conformità alla sicurezza e allo sviluppo del diritto, dichiara il Ministero pubblico della Confederazione.
A sostegno di questa posizione il MPC ricorda che il verdetto di Bellinzona poggia, tra l'altro, sulla sentenza di primo grado del Tribunale di Bari, dell'ottobre 2010. Diverse persone accusate di associazione o sostegno a organizzazione criminale legate al contrabbando di sigarette erano state assolte. Ma in appello la giustizia italiana ha rovesciato il verdetto, condannando i contrabbandieri a lunghe pene detentive, rileva il MPC.
Il Tribunale penale federale di Bellinzona il 21 marzo 2012 aveva assolto sette dei nove accusati e soltanto due italiani erano stati condannati a pene con la condizionale per sostegno a organizzazione criminale. Tutti erano stati assolti dall'accusa di riciclaggio di denaro. Il TPF aveva così confermato una prima sentenza del 2009 contro la quale il MPC aveva all'epoca fatto ricorso.