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Un gruppo di osservatori Onu è stato "fermato sulle alture del Golan" dai ribelli siriani dell'Esl. Lo affermano gli insorti in un video su Youtube, parlando davanti a un mezzo dell'Onu. Per la liberazione degli osservatori i ribelli chiedono che i soldati di Assad si ritirino da Jamlah, nella provincia di Daraa. L'Onu ha confermato il sequestro di 20 peacekeeper sulle alture del Golan da parte di uomini armati.
Nel video amatoriale il sedicente portavoce della Brigata detta dei "Martiri di Yarmuk" afferma: "Oggi, 6 marzo 2013, abbiamo preso in custodia le forze dell'Onu e li tratteniamo fino al ritiro delle forze di Assad (il presidente siriano) dal villaggio di Jamlah". Il giovane prosegue: "Chiediamo agli Stati Uniti, all'Europa e al Consiglio di sicurezza (dell'Onu) di liberare questi che abbiamo trattenuto... di far ritirare le truppe di Assad da Jamlah, confinante con Israele. Se ciò non avverrà entro 24 ore tratteremo questi qui (i caschi blu) come prigionieri".
Intanto la Lega Araba offre alla Coalizione nazionale siriana dell'opposizione, guidata da Moaz al Khatib, un seggio nell'organizzazione - a condizione che la Coalizione nomini un comitato esecutivo - e, in una bozza di risoluzione, afferma che gli Stati arabi "sono liberi di offrire aiuto militare ai ribelli".
I ministri degli Esteri della Lega araba, riuniti oggi al Cairo, hanno chiesto alla Coalizione nazionale siriana di nominare un rappresentante per partecipare al prossimo incontro dell'organizzazione, a Doha a fine mese. Lo scrive Al Jazeera. La Lega offre alla Coalizione il seggio di Damasco - la Siria di Assad è stata sospesa nel 2011 - a patto che venga formato un comitato esecutivo.
L'organizzazione inoltre afferma che gli Stati arabi membri "sono liberi se vogliono di inviare armi ai ribelli".