ARCHIVIO
Italia: Berlusconi prosciolto per Mediatrade, ora un tris sentenze
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L'ex premier italiano Silvio Berlusconi archivia definitivamente a Roma, con un proscioglimento, la vicenda Mediatrade e guarda ora al palazzo di giustizia di Milano.

Nel capoluogo lombardo dovrebbe arrivare per lui entro fine mese un tris di sentenze: già oggi quella sul caso della fuga di notizie sull'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte ai tempi della scalata di Unipol alla Bnl; poi quella su caso Ruby e, infine, il verdetto d'appello su Mediaset e i diritti tv.

Ieri a Roma la terza sezione penale della Cassazione ha respinto un ricorso della Procura della Capitale ed ha così definitivamente prosciolto Berlusconi, il figlio Piersilvio ed alcuni altri imputati che erano coinvolti nell'inchiesta Mediatrade su presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv.

Per oggi a Milano è previsto il verdetto sul caso della fuga di notizie sull'intercettazione del 18 luglio 2005 tra l'allora segretario dei Democratici di sinistra (Ds) Piero Fassino e l'allora numero uno del gruppo finanziario Unipol Giovanni Consorte, ai tempi della scalata di Unipol alla Banca nazionale del lavoro (Bnl).

Per Silvio Berlusconi, imputato per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio assieme al fratello Paolo (che risponde anche di ricettazione), il procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli ha chiesto la condanna a un anno. Per l'editore de 'Il Giornale' - il quotidiano di famiglia che pubblicò, il 31 dicembre 2005, il contenuto di quell'ormai famosa intercettazione "allora abbiamo una banca?" - la Procura ha chiesto invece una condanna a 3 anni e 3 mesi.

Nel processo è parte civile Piero Fassino, che ha chiesto un risarcimento danni da un milione di euro. Secondo l'accusa, il 24 dicembre 2005 l'allora premier avrebbe ascoltato la registrazione di quella telefonata, ancora coperta da segreto istruttoria e contenuta in una pen drive, in un incontro ad Arcore alla presenza del fratello e degli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli.

Secondo il 'calendario' dei processi, per il prossimo 18 marzo è attesa la sentenza sul caso Ruby che vede imputato l'ex premier per concussione e prostituzione minorile (venerdì prossimo il procuratore aggiunto Ilda Boccassini formulerà la richiesta di condanna).

Il processo d'appello sul caso Mediaset, invece, dovrebbe concludersi il prossimo 23 marzo: la Procura generale di Milano ha chiesto per l'ex presidente del Consiglio la conferma della condanna a 4 anni, con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.

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