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Tracce di cesio 137, oltre la soglia prevista dai regolamenti in caso di incidente nucleare, sono stati trovati nella lingua e nel diaframma di 27 cinghiali del comprensorio alpino della Valsesia, in provincia di Vercelli (Piemonte). Sono stati analizzati campioni di capi abbattuti nel 2012-2013.
I campioni erano stati prelevati per essere sottoposti ad una indagine sulla trichinellosi, una malattia parassitaria che colpisce prevalentemente suini e cinghiali. Successivamente gli stessi campioni sono stati sottoposti a un test di screening per la ricerca del radionuclide cesio 137, così come previsti da una Raccomandazione della Commissione europea (2003/274/CE).
I risultati hanno evidenziato la presenza di un numero consistente di campioni con livelli di cesio 137 superiori a 600 Bq/Kg (Becquerel per chilogrammo). I valori dei campioni oscillano tra 0 e 5621 Bq/Kg e 27 campioni presentano valori al di sopra dei 600 Bq/kg.
Ad oggi dei 27 con valore superiore alla soglia ne sono stati inviati dieci al Centro italiano di referenza nazionale per la ricerca della radioattività nel settore zootecnico veterinario per la Puglia e la Basilicata; nove sono stati confermati, con la metodica accreditata, con valori superiori ai 600 Bq/Kg. Il decimo campione ha un valore attorno ai 500 Bq/Kg. È programmato l'invio dei 17 rimanenti campioni positivi allo screening a un Centro di referenza nazionale di Foggia.
Il Ministro italiano della Salute, Renato Balduzzi, in contatto con la Regione Piemonte, ha immediatamente attivato il Comando dei Carabinieri del Nucleo antisofisticazione (Nas) e del Nucleo operativo ecologico (Noe). La prima riunione urgente di coordinamento è prevista domani mattina. Il cesio 137 è un isotopo radioattivo rilasciato, tra l'altro, nel 1986 dalla centrale nucleare di Chernobyl.