L'opposizione siriana non armata, di fatto tollerata dal regime di Bashar al Assad, apre a negoziati per formare una piattaforma unificata "in grado di negoziare con Damasco in vista della fase di transizione politica".
Lo riferisce oggi la stampa panaraba che cita uno dei promotori dell'iniziativa, Luay Hussein, membro dell'opposizione siriana tollerata di fatto dal regime. I Fratelli musulmani sarebbero esclusi dal progetto, che potrebbe ricevere sostegno dagli Usa.
Hussein, dissidente alawita (la minoranza sciita a cui appartengono i clan al potere da oltre 40 anni) ha detto al giornale che mercoledì scorso al Cairo due membri del suo gruppo hanno incontrato Moaz al Khatib, leader della Coalizione delle opposizioni all'estero.
Le due fazioni - interna e in esilio - avevano interrotto i negoziati più di un anno fa, quando non era stato raggiunto nessuno accordo tra la prima formazione nata fuori dalla Siria, il Consiglio nazionale (Cns) dominato dalla Fratellanza musulmana, e il raggruppamento di sigle laiciste e progressiste rimaste nel Paese.
Con la creazione della Coalizione nazionale, lo scorso novembre, e l'elezione ai suoi vertici di al Khatib si sono avvicinate le posizioni dei due gruppi. Khatib ha di recente detto di esser pronto a negoziare con esponenti del regime non coinvolti nella repressione per avviare la fase di transizione, ovvero l'uscita di scena del presidente Assad. Per lungo tempo e ancora oggi, il Consiglio nazionale si oppone invece con forza al principio di trattare con emissari di Assad.
Secondo Hussein, si sta ora lavorando per preparare il terreno a un avvicinamento delle posizioni russe e americane e a un loro sostegno della nuova piattaforma unificata, che non vedrà però la partecipazione del Consiglio nazionale.
A questa iniziativa hanno dato il loro consenso - secondo al Hayat - anche figure indipendenti e rispettate dell'opposizione tradizionale siriana come Samir Aita e Michel Kilo, entrambi a Parigi.