Al processo contro il 63enne che nel febbraio del 2010 uccise il figlioletto di 4 anni in un albergo di Winterthur (ZH) la pubblica accusa ha richiesto una condanna all'ergastolo e l'internamento. La difesa ha da parte sua chiesto una nuova perizia psichiatrica.
Secondo il difensore, la nuova perizia dovrebbe tener conto del fatto che l'accusato soffre della cosiddetta "sindrome di Asperger", una forma di autismo che potrebbe rappresentare un'attenuante. Il dibattimento davanti al Tribunale distrettuale di Winterthur dovrebbe concludersi domani.
L'imputato - reo confesso e accusato di assassinio - ha raccontato della sua difficile infanzia e del suo primo fallito matrimonio costellato di diverse "brutti episodi". Il peggiore di tutti fu il tentativo di uccidere, nel 1990, un figlio all'epoca 13enne, che strangolò e, credendolo morto, gettò in un burrone. Il figlio - oggi presente in aula - fu trovato in fin di vita e si salvò, ma ha tuttora problemi a parlare e a camminare.
I fatti per cui l'uomo viene ora giudicato risalgono al 26 febbraio 2010: quel giorno si recò con il figlioletto di 4 anni a Winterthur, dove affittò una stanza d'albergo. Lì fece bere al bimbo una bibita mischiata con una forte dose di sonnifero e quindi lo soffocò.
Secondo l'atto d'accusa, l'uomo uccise il figlio "con particolare mancanza di scrupoli" per evitare che la madre - una brasiliana di colore allora 36enne - lo portasse nel suo paese d'origine.