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Il nuovo governo sloveno guidato da Alenka Bratusek, prima donna premier a Lubiana, composto da quattro partiti di centro e di centro-sinistra, ha ottenuto oggi la fiducia del parlamento con 52 voti favorevoli e 35 contrari, su un totale di 90 deputati.
Rivolgendosi al parlamento prima del voto, Bratusek ha annunciato che l'obbiettivo del suo governo "è mettere in atto al più presto una serie di misure anti-crisi che abbiano effetto duraturo". Senza entrare nei dettagli, la premier ha promesso che verrà alleggerita la politica di austerità del precedente governo conservatore di Janez Jansa, sfiduciato a febbraio dopo sospetti di irregolarità finanziarie.
"Dobbiamo costruire una alternativa positiva con riforme e misure che producano i loro effetti tra un anno o due", ha dichiarato, annunciando inoltre che il suo esecutivo, di cui fanno parte 13 ministri, sarà a termine e che tra un anno richiederà la fiducia.
Tra i punti chiave del programma, Bratusek ha indicato il consolidamento delle finanze pubbliche. Una responsabilità che pesa in gran parte sulle spalle di Uros Cufer, al dicastero delle Finanze. Cufer è economista di fama, proviene dal settore bancario ma è considerato politicamente inesperto.
Bratusek, 43 anni, in passato ha lavorato come esperta al ministero delle Finanze incaricata per la preparazione e la gestione del bilancio dello Stato. Nelle elezioni anticipate del dicembre del 2011 fu eletta nelle liste di Slovenia Positiva (Ps), partito fondato dal potente sindaco di Lubiana e ricco imprenditore Zoran Jankovic.
Del governo, accanto alla Ps, fanno parte anche i Democratici sociali (Sd, centro-sinistra), fino a oggi all'opposizione del governo di Jansa. Gli altri due partiti minori, la Lista civica (Dl, centro-liberale) di Gregor Virant, che diventa ministro degli Interni, e il Partito dei pensionati (Desus), guidato da Karl Erjevec, confermato agli Esteri, hanno abbandonato la coalizione guidata da Jansa le scorse settimane.