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L'endorsement di Savoia: "Perché votare Borradori"
Il coordinatore dei Verdi ci scrive: "Giudici un grande sindaco del '900. Ma il Mondo è cambiato e ora serve una svolta: per questo scelgo Marco"

di Sergio Savoia

Le elezioni a Lugano propongono una sola certezza. Il sindaco sarà scelto tra due candidati: Giorgio Giudici, che occupa questa carica da trent'anni, e Marco Borradori, per 18 anni consigliere di stato. Non sappiamo se vi sarà un ballottaggio. Ma dovesse esserci occorre tenere presente che il ballottaggio è una votazione maggioritaria. Si deve scegliere tra persone, non partiti; e tra le due persone che ci sono, non quelle che vorremmo. In vista di questa scelta dicotomica mi sento di fare qualche riflessione.

Giorgio Giudici è un leader importante e capace. Ha sicuramente fatto molto per la città. Pur avendo seguito un progetto di sviluppo con il quale i Verdi non concordano quasi per nulla, certamente Giudici ha contribuito alla crescita, perlomeno quantitativa, di Lugano. Ma qui non parliamo di passato, bensì di come Lugano potrà e dovrà trasformarsi in una città che sia uguale o superiore, negli standard della qualità di vita, alle altre città svizzere. Basandomi sulla sua storia e sulle politiche che ha proposto, mi sento di dire che Giudici non sia la persona adatta per pilotare questo cambiamento. Lui è stato un grande sindaco del '900, il secolo del mattone e dei motori. Ma quel tempo è passato e il mondo è cambiato. Oggi servono altri profili, altre qualità e anche, francamente, altre sensibilità. 

Il regno di Giudici, inoltre, è durato troppo a lungo. E quando il potere non si rinnova a scadenze ragionevoli, si creano incrostazioni, grumi, blocchi; si tarpano le ali alle nuove generazioni e alle nuove idee e si garantiscono privilegi ai soliti noti. 

Solo un’analisi superficiale può presentare questa partita come una sfida fra Giudici e Borradori. Il sindaco di Lugano infatti rappresenta e garantisce un sistema di potere che torna molto utile anche agli altri partiti. Per questo non sono sorpreso quando sento alcuni (per fortuna solo alcuni!) dirigenti socialisti, e non solo, storicamente sconnessi dalla base, sussurrare l’endorsement pro Giudici, apparentemente dimenticando che Giudici è sempre stato il loro avversario numero uno, almeno a parole. 

Questo approccio non è solo il frutto di un certo cretinismo ideologico ma serve l'inconfessabile obbiettivo di tenere apparecchiato il posto alla tavola imbandita, d'altronde citata dallo stesso sindaco. E ogni volta che la sinistra, e non solo, fa così si suicida. 

Marco Borradori è il candidato migliore del mondo? No. Ma le regole di un ballottaggio offrono questo tipo di scelta: non voti il tuo candidato dei sogni ma quello che ti è meno lontano o che dà le maggiori garanzie, una volta eletto, di proporre politiche che siano, anche di poco, più vicine alle tue. Con Marco Borradori ho combattuto aspre battaglie, vincendone alcune e perdendone, anche dolorosamente, altre, come quella sull’inceneritore. 

Ma in politica è il futuro che conta: il passato è un'acqua che non macina più. E mi pare che Borradori stia dicendo cose, per esempio in tema di speculazione edilizia, di rifiuto delle pressioni indebite delle lobby e dei conflitti di interesse, di dialogo e apertura, di attenzione ai quartieri, di sviluppo tecnologico, che da sempre ci stanno a cuore. Mi si conceda una battuta: Borradori, nel contesto luganese, è quasi un ecologista.  Se farà a Lugano come ha fatto in cantone sarà certamente meglio, dal mio punto di vista, rispetto all'alternativa, pur non essendo un nostro candidato. 

Borradori è sempre stato, inoltre, assolutamente indipendente anche dai diktat del suo partito, è un mediatore, sa discutere e confrontarsi ed è slegato dalle logiche affaristiche che troppo spesso sono state le uniche logiche al lavoro a Lugano. Non riconoscerglielo, trincerandosi dietro un anti-leghismo fanatico quanto ipocrita, è miopia pura. 

Votare per un sistema di potere che si è sempre denunciato pur di non sostenere il candidato della Lega significherebbe perdere completamente di vista le cose in funzione di una logica da eterni perdenti. E noi da tempo abbiamo scelto di occuparci di cose e persone prima che di schieramenti e bandiere. 

Questo è il nostro metodo e qui dobbiamo coerentemente applicarlo. Sono sicuro che alla gente di sinistra e progressista più in generale, e agli elettori indipendenti, non sfuggiranno le differenze di cui parlo qui sopra. 

Borradori, in questa fase cruciale, parli e dica le cose che marcheranno, presso gli elettori di aree diverse dalla sua, il segno di un cambiamento e di una sensibilità differente, per costruire una Lugano da vivere per tutti.

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