Il ministero pubblico zurighese potrà visionare i documenti sequestrati un anno fa durante la perquisizione dell'abitazione e dell'ufficio di Christoph Blocher avvenuta nell'ambito della cosiddetta "vecenda Hildebrand".
Il Tribunale cantonale ha infatti deciso che i sigilli, apposti su richiesta del consigliere nazionale democentrista, possono essere levati. L'informazione, pubblicata sul sito "NZZ online", è stata confermata all'ats dall'avvocato di Blocher.
Il Ministero pubblico III di Zurigo ha aperto il 19 marzo 2012 un procedimento penale contro Blocher per presunta violazione del segreto bancario.
Il 3 dicembre 2011, il futuro consigliere nazionale (ha prestato giuramento il 5 dicembre) ha ricevuto nella sua abitazione un ex informatico della Banca Sarasin e un suo ex compagno di scuola, l'avvocato e granconsigliere tugoviese UDC Hermann Lei. I due hanno riferito a Blocher delle controverse transazioni finanziarie dell'allora presidente della Banca Nazionale Svizzera (BNS) Philipp Hildebrand.
Il 27 dicembre, Blocher avrebbe poi istigato l'avvocato Lei a far pervenire al settimanale svizzerotedesco "Weltwoche" i documenti bancari dell'ex presidente della BNS. La vicenda sfociò nelle dimissioni di quest'ultimo.