Mitragliatori di ultima generazione, fucili a pompa e da assalto a canne mozze, pistole, maschere antigas, caschi da guerra, uno scudo da 40 chili capace di resistere all'impatto di proiettili esplosi da armi potenti. È un arsenale quello che la polizia belga ha trovato in casa di Hakim Benladghem, il presunto terrorista franco-algerino, ucciso ieri sera da agenti delle forze speciali dopo un inseguimento sull'autostrada Tournai-Bruxelles.
Secondo le ricostruzioni dei quotidiani locali, le forze dell'ordine hanno scelto di affrontare Benladghem sull'A8 perché sapevano che in casa deteneva una vera e propria santabarbara, scongiurando così un nuovo caso Merah (il fondamentalista islamico, autore di sette omicidi nel sud-ovest della Francia, che nel marzo 2012 aveva resistito per giorni).
Nell'abitazione di Benladghem, ex legionario formatosi in un reggimento di paracadutisti, sono stati trovati anche giubbotti antiproiettile, materiale per la visione notturna, una marea di cartucce della NATO, razioni di cibo, lacci emostatici e quanto necessario per il primo soccorso. In casa c'erano varie bandiere con scritte che rivelerebbero una visione vicina ad al Qaida.
L'uomo, residente ad Anderlecht, nella periferia della capitale belga, da tempo era tenuto sotto controllo da una cellula investigativa franco-belga perché sospettato di terrorismo. Secondo le informazioni raccolte, Benladghem era pronto a colpire in Belgio e per questo la polizia è entrata in azione per neutralizzarlo. Non è emerso chi o come volesse colpire.