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"Siamo soddisfatti che sia stata fatta chiarezza": questa la reazione della consigliera federale Doris Leuthard all'annuncio della sentenza del Tribunale federale (TF), che ha sostanzialmente concesso alla centrale nucleare di Mühleberg (BE) un'autorizzazione di esercizio illimitata nel tempo. "Scioccati", invece, gli ambientalisti.
La sentenza sta a indicare che Mühleberg, da oggi stesso, dispone di una licenza illimitata come tutte le altre centrali atomiche svizzere, ha detto la ministra dell'energia. Ciò non significa però che il gestore dell'impianto, la società elettrica BKW Energie, possa rimanere con le mani in mano: dovrà piuttosto dare attuazione alle raccomandazioni dall'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN).
La Leuthard ha anche spiegato che la responsabilità della sicurezza delle centrali deve continuare ad essere affidata a un'autorità scientifica indipendente, l'IFSN appunto, e non all'amministrazione federale e al mondo politico
"Delusi e scioccati" si sono invece detti gli anti nucleari e gli ambientalisti. Rainer Weibel, l'avvocato degli oppositori alla centrale ora sconfessati dalla massima autorità giudiziaria elvetica, ha affermato in una conferenza stampa a Losanna che il TF ha praticamente scaricato l'intera responsabilità sull'IFSN. In questo modo gli abitanti di Mühleberg vengono stretti in un angolo e ridotti al silenzio. "Ma continueremo a batterci", ha esclamato.
Sulla stessa lunghezza d'onda Jürg Aerni, rappresentante di "Fokus Anti-Atom": l'IFSN, grazie alla sentenza, è ora investito di "un'onnipotenza divina come la Chiesa cattolica nel Medioevo". Secondo Kaspar Schuler, di Greenpeace Svizzera, "è spaventevole che tutto sia ora nelle mani dell'Ispettorato", perché l'IFSN sicuramente "non è infallibile".