ARCHIVIO
Sentenza Nyx, basta con il giustizialismo e le etichette politiche ai giudici
Dopo la sentenza di condanna emessa nei confronti di Tito Bravo Moron e Paolo Guarnieri, sulla mia bacheca Facebook, sono nate discussioni sulla pena inflitta ai due imputati, da molti giudicata troppo lieve

Dopo la sentenza di condanna emessa ieri sera, mercoledì 29 maggio, dal giudice Claudio Zali nei confronti di Tito Bravo Moron e Paolo Guarnieri, protagonisti del cosiddetto “Nyxgate”, sulla mia bacheca Facebook, e non solo lì, sono nate discussioni sulla pena inflitta ai due imputati, da molti giudicata troppo lieve. In particolare per il fatto che Moron e Guarnieri non dovranno tornare in carcere, in virtù della condizionale, dopo aver trascorso gli ultimi sette mesi in prigione, che non sono comunque pochi.

Il procuratore generale John Noseda, che il primo giorno ha premesso “questo non è un processo alla vita notturna di Lugano”, aveva chiesto quattro anni per il primo e tre e mezzo per il secondo. Il giudice Claudio Zali li ha condannati rispettivamente a tre anni e due anni e tre mesi. Ognuno può avere la propria opinione su questa e su altre sentenze, ci mancherebbe. Ma io credo che bisogna smetterla con la mentalità del giustizialismo forcaiolo, del "buttiamo via la chiave". Magari anche perchè uno è peruviano e l'altro italiano.

Il giudice ha applicato il diritto e la giurisprudenza. Il procuratore aveva chiesto pene detentive basandosi sui reati che ha portato in aula, descritti sul suo atto d’accusa.

Il giudice Zali ne ha riconosciuti buona parte. Per altri reati ha optato per il proscioglimento dei due imputati. Gli avvocati Elio Brunetti e Roberto Macconi hanno fatto il loro lavoro, e di sicuro non hanno influenzato “politicamente” la Corte, come di sicuro non l'ha influenzata il procuratore generale. Le parti possono comunque ricorrere, anche se probabilmente non lo faranno.

Chi lamenta il fatto che sul Nyx e sui locali notturni del “Re della movida” non si è voluto andare fino in fondo sbaglia.

In questo processo, cocaina e malavita sono rimasti in sottofondo. Nei rapporti di polizia, sotto forma di ipotesi sulle quali si è in ogni caso investigato. Ma non, giustamente, nell'atto d'accusa, eccezion fatta per l’episodio di violenza accaduto al Nyx nel 2011 e denunciato da vittime che hanno messo fuori la faccia, con nome e cognome.

Sarà una frase scontata, ma ricordo che per condannare un imputato ci vogliono le prove. Non bastano le voci. E su cocaina e violenza sistematica da parte degli addetti alla sicurezza dei locali di Moron di prove non ce n’erano.

Ultimo appunto: forse la polizia doveva svegliarsi qualche anno prima, se voleva indagare seriamente sull’ambiente. E non solo su quello dei locali di Moron. Qualcuno aveva tentato di dirlo ma non è stato ascoltato. Comunque, secondo la mia modesta opinione, il tema è sempre attuale, visti i fiumi di cocaina che scorrono in Ticino.

Infine, in otto mesi non è arrivata agli inquirenti una sola testimonianza di qualcuno che abbia detto che nei locali di Moron girava la cocaina. Nè di altri, a parte le due vittime di cui sappiamo, che abbiano denunciato di essere stati picchiati.

Le prove raccolte erano quelle portate in aula. E i processi si fanno sulle prove. Ricordo per inciso, a proposito di “pene troppo lievi”, che il patron della Sogevalor - crack da 100 milioni di franchi - non si è fatto un solo giorno di carcere e se ne sta tranquillo in Italia. E ricordo anche che il principale imputato processato per quel crack è stato condannato "solo" a tre anni e mezzo.

Ancora un paio di appunti: basta etichettare i giudici! Claudio Zali è leghista, Mauro Ermani è socialista, e via di questo passo, come se in Ticino ci fosse una giustizia politica e le sentenze venissero emesse su base ideologica o partitica. Chi sostiene queste cose si squalifica da solo e farebbe meglio a star zitto. A meno che abbia prove inequivocabili per denunciare inciuci giudiziari. Se ci fossero le prove sarei il primo a scriverne.

Infine, un elemento “sociale” positivo nella decisione di scarcerare Moron e Guarnieri c’è: d’ora in poi dovranno mantenersi da soli e tornare a lavorare - si spera onestamente -. Non saranno più a carico dei contribuenti.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026