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La Lettonia è pronta ad entrare nell'euro dal 1 gennaio 2014: lo ha stabilito la Commissione europea il cui parere deve ora essere approvato dai leader europei. Per il commissario Olli Rehn è la dimostrazione che "chi aveva predetto la disintegrazione della zona euro si sbagliava".
Per la Commissione la Lettonia ha raggiunto un "elevato livello di convergenza con la zona euro", perciò propone al Consiglio di farla accedere dal 1 gennaio 2014. I "criteri di convergenza" sono tutti rispettati: tasso di cambio stabile, l'inflazione negli ultimi dodici mesi è stata in media di 1,3% (il limite scritto nel Trattati è 2,7%).
Il deficit, dall'8,1% del 2010, è sceso all'1,2% nel 2012 ed è atteso invariato nel 2013. E la correzione è per Bruxelles "sostenibile e credibile", perciò ha già raccomandato all'Ecofin la chiusura della procedura per deficit eccessivo. Il debito è al 40,7%, quindi ben sotto il tetto del 60%.
"L'esperienza della Lettonia dimostra che un paese può con successo superare i suoi squilibri, sebbene severi, e riemergere più forte", scrive la Commissione nel suo rapporto.
La Lettonia infatti, in seguito alla profonda recessione del 2008-2009 che ha polverizzato un quinto del suo pil, "ha agito con decisione" sostenuta dal programma di assistenza finanziaria di Ue-Fmi, che ha migliorato la flessibilità e la capacità di consolidamento dell'economia. "E questo ha ripagato: secondo le previsioni la Lettonia sarà l'economia che crescerà più rapidamente quest'anno", scrive Bruxelles.
Rehn ha spiegato che "la Lettonia, adottando l'euro dal 2014, entrerà a far parte anche dell'unione bancaria". La supervisione unica, ha indicato, aiuterà anche a dissipare i dubbi sulle banche lettoni, accusate di trovarsi in una condizione simile a quella di Cipro, cioè di contare su consistenti depositi stranieri.