La Svizzera, pur vantando una lunga tradizione democratica, figura solo al 23mo posto per quanto riguarda i diritti degli omosessuali. Per questo motivo l'Organizzazione svizzera delle lesbiche (LOS) e l'organizzazione gay svizzera Pink Cross invitano il Consiglio federale a migliorare la situazione giuridica in materia.
Stando a un'indagine condotta da Ilga-Europe, l'associazione internazionale che riunisce i gruppi omosessuali e lesbici d'Europa, la Svizzera figura solo al 23 posto su 49, dietro persino a paesi che non godono di una decennale tradizione democratica come quella elvetica, indicano oggi LOS e Pink Cross in una nota congiunta.
Nella Confederazione sono tuttora numerose le discriminazioni sulla base dell'orientamento e dell'identità sessuale. Gli omosessuali non possono neppure far valere i loro diritti, in quanto la legge non definisce esplicitamente l'orientamento e l'identità sessuale come criteri discriminanti.
Per questo motivo le due organizzazioni - sulla base di uno studio sulla situazione giuridica attuale degli omosessuali in Svizzera - chiedono al Consiglio federale di affrontare e risolvere questo problema. L'indagine, condotta dall'Alta scuola zurighese di Scienze applicate per conto delle due organizzazioni elvetiche, ha messo in evidenza numerosi ambiti in cui la legislazione è lacunosa.