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CF: embrioni, analisi geniche per evitare malattie ereditarie gravi

In futuro dovrebbe essere possibile far eseguire analisi genetiche su embrioni umani per determinare la presenza di malattie ereditarie gravi. È quanto prevede un messaggio alle Camere adottato oggi dal Consiglio federale che autorizza la diagnostica preimpianto (DPI) solo per quelle coppie portatrici di malattie ereditarie che ricorrono alla fecondazione assistita. Escluse da tale procedura le coppie sterili non portatrici di geni "cattivi" e analisi per scongiurare malattie a comparsa casuale, come il mongolismo.

La decisione dell'Esecutivo richiede una modifica dell'articolo 119 della Costituzione federale riguardante la medicina riproduttiva e l'ingegneria genetica in ambito umano nonché una modifica della legge sulla procreazione assistita, ha dichiarato davanti ai media il consigliere federale Alain Berset, sottolineando che la proposta governativa, visto la delicatezza del tema e i quesiti etici-morali sollevati, è piuttosto restrittiva.

Ora la palla è nel campo del parlamento che potrà discutere di questi aspetti morali e in ultima istanza del popolo, che dovrà esprimersi alle urne. In procedura di consultazione, oltre la metà delle istanze sentite si è detta favorevole alla DPI, ma a precise condizioni, ha precisato Berset.

Per il ministro della sanità, la DPI dovrebbe permettere alle coppie interessate di far eseguire le analisi in Svizzera e non obbligarle ad andare all'estero. "Attualmente - ha ricordato il consigliere federale socialista - è possibile solo l'analisi prenatale, ossia durante la gravidanza della madre, col rischio connesso che si ricorra all'aborto".

Quanto ai criteri che determinano il livello di gravità di una malattia, Berset ha citato la grande probabilità che l'affezione si manifesti prima dei 50 anni, generi forte dipendenza nei confronti di una terza persona, impedisca i movimenti, determini un abbassamento del livello cognitivo, causi sofferenze impossibili da mitigare con i farmaci e abbia un impatto sulla durata di vita.

Spetterà a medici autorizzati decidere se la DPI potrà essere eseguita o meno, ha spiegato Berset. Quanto ai costi, stando a Pascal Strupler - direttore dell'Ufficio federale della sanità - non si sa ancora se tali analisi verranno prese a carico dell'assicurazione malattia. Si tratta di un problema che verrà chiarito in un secondo tempo.

Da 3 a 8 embrioni

Altra novità: i genitori potranno utilizzare a fini riproduttivi solo quegli embrioni non affetti da geni in grado di scatenare una grave malattia. Ciò significa che in futuro, alle coppie portatrici di malattie ereditarie gravi dovrà essere consentito lo sviluppo in vitro di più di tre embrioni - "regola del tre" prevista dalle norme attuali - ma al massimo di otto e ciò perché "le coppie portatrici di malattie ereditarie avrebbero probabilità nettamente inferiori di concepire un embrione sano rispetto alle coppie non portatrici", ha spiegato il consigliere federale friburghese.

Il governo ha scelto il numero di 8 embrioni perché ciò dà, statisticamente parlando, alle coppie con malattie ereditarie gravi le stesse possibilità di sviluppare un embrione sano rispetto alle altre coppie. "Inoltre - ha spiegato il ministro della sanità - si tratta di evitare un numero troppo elevato di embrioni soprannumerari".

Possibile conservare gli embrioni prodotti in vitro

Un'altra modifica legislativa riguarda invece tutte le procedure in vitro: in futuro dovrebbe essere possibile conservare gli embrioni per eventuali impianti successivi nell'utero. Attualmente, la regola che tutti e tre gli embrioni vitali devono essere impiantati causa sovente gravidanze plurigemellari potenzialmente rischiose per la madre e per i nascituri, ha spiegato Berset.

La DPI è esclusa, ha poi precisato il consigliere federale, per quelle coppie sterili non portatrici di malattie ereditarie gravi. Rimane proibita inoltre l'analisi dell'embrione per la ricerca di malattie "a comparsa casuale", come la trisonomia 21 - ossia mongolismo n.d.r - o la selezione di un cosiddetto bambino salvatore per la donazione di tessuti a fratelli malati.

"Regolamentando severamente la DPI, vogliamo evitare un'esplosione di queste analisi", ha sottolineato Berset. Un embrione in vitro va protetto maggiormente rispetto agli altri embrioni, visto che è particolarmente vulnerabile, ha aggiunto Berset.

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