La crisi umanitaria in Siria ha raggiunto dimensioni enormi e per farvi fronte servono almeno 5 miliardi di dollari. L'appello per fondi-record è stato lanciato oggi dall'Onu, che prevede che alla fine del 2013 fino a 10 milioni di siriani avranno bisogno di assistenza, in Siria e nei paesi vicini dove i rifugiati continuano a giungere al ritmo di 7'000 al giorno.
"È una tragedia immensa", hanno affermato oggi a Ginevra la vice-segretaria generale delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, Valerie Amos, e l'Alto commissario Onu per i rifugiati, Antonio Guterres. "È una somma enorme, ma anche i bisogni sono immensi", ha detto Guterres.
E cresceranno ancora: in base alle attuali tendenze, l'Onu ha calcolato che entro la fine del 2013 il numero di rifugiati nei paesi vicini (Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto) potrebbe salire a 3,45 milioni contro gli 1,6 milioni attuali. All'interno della Siria l'Onu prevede di assistere 6,8 milioni di persone nel 2013.
Con i fondi richiesti, le organizzazioni umanitarie dell'Onu e i numerosi partner pianificano tra l'altro di fornire assistenza sanitaria a 7 milioni di persone, acqua potabile a 10 milioni e di portare il numero di beneficiari di aiuti alimentari in Siria dai 2,5 milioni attuali a 4 milioni in dicembre, ha spiegato Amir Abdulla, vice-direttore del Programma alimentare mondiale (Pam).
Anche per le operazioni in favore dei rifugiati siriani il Pam vuole aumentare gli aiuti per raggiungere più di 2,6 milioni di persone. I costi delle operazioni del Pam passeranno dagli attuali quasi 20 milioni di dollari a settimana a 36 milioni di dollari a settimana alla fine del 2013.