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Sicurezza non assicurata, informazioni lacunose, violenza in aumento, trasferimenti forzati: le organizzazioni non governative (ONG) svizzere non lesinano critiche a un progetto di Glencore Xstrata relativo a una miniera nelle Filippine.
Pane per tutti, Sacrificio quaresimale e la tedesca Misereor hanno fatto eseguire uno studio sull'impatto sui diritti dell'uomo del progetto di miniera a cielo aperto per l'estrazione di rame e di oro nelle Filippine, a Tampakan, nel sud dell'arcipelago.
Il progetto è portato avanti da Sagittarius Mines Inc, filiale di Xstrata confluita di recente nel nuovo gigante Glencore Xstrata, che ha sede a Baar (ZG).
Sagittarius intende investire 5,9 miliardi di dollari per sfruttare l'enorme giacimento - uno dei maggiori al mondo, con i suoi 28'000 ettari. Secondo le stime, la società potrebbe estrarre 375'000 tonnellate di rame e 360'000 once di oro all'anno per un periodo di 17 anni, a cominciare dal 2019.
Alla popolazione locale non va nulla, secondo le ONG. Il progetto comporterebbe l'espulsione dalla zona di 5000 indigeni dell'etnia dei B'laan, sottolinea l'Istituto per la pace e lo sviluppo (Institut für Frieden und Entwicklung, INEF), dell'Università di Duisburg-Essen, in Germania, che ha effettuato lo studio. I risultati sono stati presentati oggi a Zurigo.