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Grecia: chiusura Ert, migliaia in piazza a difesa tv Stato
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Migliaia di persone sono scese in piazza oggi ad Atene e in altre città della Grecia a difesa della tv pubblica. Le manifestazioni coincidono con lo sciopero generale indetto dai maggiori sindacati del Paese a sostegno dei circa 2.700 dipendenti dell'azienda radiotelevisiva statale Ert che martedì, con un decreto legge, il governo del premier conservatore Antonis Samaras ha deciso di chiudere per sostituirla con una più moderna, con meno personale e soprattutto più economica.

Ma intanto sul governo continua a incombere il rischio della crisi che potrebbe scoppiare nelle prossime 48 ore. Molti dipendenti dell'emittente si sono affacciati dalle finestre del palazzo che ospitava l'Ert per salutare le 10-15 mila persone, a seconda delle fonti, si sono radunate per portare la loro solidarietà dalle prime ore della mattinata nella grande piazza antistante, nel quartiere di Agia Paraskevì, alla periferia settentrionale della capitale.

Intanto Atene è rimasta semiparalizzata a causa della mancanza dei mezzi di trasporto pubblici e per alcune ore si sono fermati anche gli uomini radar negli aeroporti, provocando l'annullamento di una dozzina di voli e ritardi su circa altri 50.

Lo sciopero proclamato dai sindacati Adedi per il settore pubblico e dalla Gsee per quello privato è coinciso con una astensione dal lavoro di 24 ore, cominciata stamani alle 6, dei giornalisti della carta stampata, che è stato il secondo giorno consecutivo di sciopero dei media proclamato dai sindacati del settore contro la decisione del governo. Allo sciopero ha aderito anche la Federazione nazionale dei Dipendenti degli Uffici delle Imposte (Poe-Doy).

Nel frattempo dal mondo politico sono cominciati ad arrivare in mattinata i primi segnali di distensione fra gli alleati di governo dopo la dura e improvvisa presa di posizione del premier Samaras, che insiste nel voler ristrutturare l'ente pubblico, e i leader dei due partiti che fanno parte della coalizione - il socialista Evanghelos Venizelos (Pasok) e Fotis Kouvelis (Sinistra Democratica) -, i quali concordano sulla ristrutturazione ma sono contrari alla chiusura della Ert.

Nel pomeriggio, poi, si è appreso che è stato fissato per lunedì alle 18 l'appuntamento decisivo per il futuro del governo. A quell'ora, infatti, Samaras vedrà di nuovo Venizelos e Kouvelis ma dall'incontro, secondo vari osservatori, non si sa cosa potrebbe scaturire: un accordo ma anche una crisi di governo.

Osservatori politici locali affermano che non si può escludere niente, nemmeno il ricorso alle elezioni anticipate, visto che sulla controversa decisione con cui il governo ha chiuso l'Ert, le parti sono ferme sulle loro posizioni.

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