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Turchia: pugno duro Erdogan, polizia espugna Gezi Park

Riesplode la tensione in Turchia, dopo che ieri sera il premier Recep Tayyip Erdogan ha ordinato alla polizia di prendere d'assalto Gezi Park, sgomberando con la forza l'ultima ridotta a Istanbul della protesta anti-governativa che aveva visto scendere in piazza nei giorni scorsi in tutto il paese decine di migliaia di giovani.

Centinaia di agenti anti-sommossa, appoggiati da mezzi blindati e idranti, sotto una raffica di candelotti lacrimogeni, alle nove di sera hanno attaccato la cittadella costruita dagli 'indignados' turchi nel parco, la cui distruzione annunciata aveva scatenato due settimane fa le prime proteste.

La feroce repressione della polizia aveva poi esteso a tutto il paese la 'rivolta', trasformandola in contestazione contro il potere autoritario di Erdogan. Poco prima del blitz nel parco simbolo della rivolta anti-Erdogan dei giovani turchi, davanti a decine di migliaia di sostenitori convocati ad Ankara dal suo partito islamico Akp il premier aveva lanciato un ultimatum agli occupanti di Gezi: intimando loro di andarsene subito, altrimenti la polizia avrebbe saputo "cosa fare".

Due ore dopo l'assalto. Gli agenti sono intervenuti con estrema brutalità. Ci sono stati numerosi feriti e arresti, hanno riferito diversi manifestanti su twitter. Al momento dell'attacco nel parco c'erano, stando alle immagini di Halk tv, anche diversi bambini, alcuni dei quali a loro volta feriti. Un giovane sarebbe stato investito da un blindato della polizia e pare grave. Ferita, da un proiettile di gomma, anche la giornalista russa Aleksandra Bondarenko, della tv Russia Today (Rt).

Le ambulanze, secondo i dimostranti, non sono state autorizzate a entrare nel parco, dove gli agenti si sono accaniti tra l'altro sull'infermeria e sui medici. L'accesso a Gezi è stato vietato anche ai giornalisti. Subito dopo la conquista della zona da parte delle forze anti-sommossa, sono entrate in azione le ruspe della polizia che hanno iniziato a smantellare tende e strutture costruite dagli 'indignados'.

Il blitz ordinato da Erdogan riaccende la tensione nel paese: a tarda sera in migliaia sono tornati a radunarsi su uno dei viali di accesso verso Taksim, oltre il ponte sul Bosforo, dove sono state erette barricate e si segnalano nuovi scontri con la polizia. Migliaia in piazza pure ad Ankara. La piattaforma Taksim, che riunisce i 116 movimenti della protesta, ha convocato una manifestazione oggi pomeriggio a Taksim, proprio mentre il partito di Erdogan terrà un secondo comizio, che spera di trasformare in una oceanica prova di forza dei suoi sostenitori, sempre a Istanbul. Su twitter i manifestanti denunciano intanto la brutalità delle forze di polizia e auspicano che oggi a Taksim ci sia un milione di oppositori.

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