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OMS: marketing cibi spazzatura rovina salute bimbi

La pubblicità dei cosiddetti cibi spazzatura nuoce alla salute dei bambini. A lanciare l'allarme è l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che pubblica un rapporto in cui oltre a sottolineare gli effetti "disastrosi" del marketing di questi cibi sull'obesità infantile, evidenzia l'ascesa di Internet e social network come nuovi veicoli pubblicitari e si appella ai governi per regole più severe e controlli serrati sulle campagne pubblicitarie.

La promozione di cibi spazzatura, sottolinea l'Oms, è riconosciuta come uno dei fattori di rischio per l'obesità infantile e altre malattie croniche legate alla dieta. Anche se la tv resta il mezzo principale di queste campagne marketing, l'industria del cibo utilizza sempre più spesso nuovi canali pubblicitari, anche perché più economici, per raggiungere i bambini: in primis social network e applicazioni per cellulari.

La maggior parte dei cibi reclamizzati contiene alti livelli di grassi, zuccheri o sale: al top le bibite zuccherate tipo soft-drink, cereali zuccherati per colazione, biscotti, snack, dolciumi, piatti pronti e fast food.

Secondo alcuni studi i bambini imparano a riconoscere i marchi fin dalla prima infanzia e coloro che ne riconoscono diversi entro i quattro anni sono più inclini a ingrassare. Altro dato preoccupante è che i piccoli già in sovrappeso rispondono ai cibi pubblicizzati aumentandone il consumo.

Anche se nell'ultima decade dei progressi sono stati compiuti, osserva l'Oms, il quadro dell'obesità infantile nella maggior parte dei Paesi europei non migliora: in media un bambino su tre fra i 6 e i 9 anni è in sovrappeso oppure obeso. Ecco perché l'Oms invita i governi a fare di più per controllare queste campagne pubblicitarie, anche in vista della prossima conferenza di Vienna, il 4 e 5 luglio, che coinvolgerà i ministri della Salute.

I 53 Stati europei, rileva l'Oms, hanno siglato restrizioni sul marketing di cibi spazzatura ma la maggior parte si basa su regole non specificamente indirizzate alla promozione di prodotti con alto contenuto di grassi, sale o zuccheri. Approcci completi sono messi in atto solo da Danimarca, Francia, Norvegia, Slovenia, Spagna e Svezia.

"In molti Paesi - sottolinea Joao Breda, dell'Ufficio regionale per l'Europa dell'OMS e fra i relatori del rapporto - deve essere fatto di più a partire dai buoni esempi". "La maggior parte degli Stati dell'Europa meridionale - spiega - ha optato per un approccio auto-regolatorio per controllare il marketing di cibo non sano rivolto ai bambini". Tuttavia, aggiunge, "questi modelli si sono dimostrati efficaci solo nei casi in cui i Governi hanno un forte ruolo di controllo".

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