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Il giorno dopo aver bocciato la "Lex Usa", dai suoi avversari definita un diktat inaccettabile, oggi gli Stati hanno approvato l'accordo FATCA con gli Stati Uniti e la relativa legge d'applicazione che, di fatto, rende caduco il segreto bancario per i cittadini Usa che hanno conti in Svizzera. Il dossier passa al Nazionale.
Per il Consiglio federale e la maggioranza del plenum, la Svizzera non può fare a meno di adeguarsi alle esigenze di Washington, come altre realtà - vedi Ue - hanno fatto o stanno per fare, onde scongiurare il pericolo di essere esclusi dal mercato statunitense dei capitali.
Per quanto l'intesa sia unilaterale e rappresenti una "importante limitazione del diritto elvetico e la ripresa di quello americano: cosa mai accaduta prima" come detto dalla stessa ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf, bisogna tuttavia far buon viso a cattivo gioco. Alcuni oratori hanno tuttavia fatto notare che FATCA non rappresenta un attacco diretto alla Confederazione.
Se la "Lex Usa" era un mezzo per risolvere una vertenza tra le banche elvetiche e il fisco statunitense e risolvere così le pendenze del passato, FATCA è uno strumento rivolto al futuro che gli Stati Uniti intendono applicare con tutti i Paesi - perlomeno quelli intendono aderirvi - per rendere sempre più difficile l'evasione fiscale da parte dei suoi cittadini.
In commissione dell'economia e tributi, ha detto il suo presidente Konrad Graber (PPD/LU), si è parlato di diktat, imperialismo giuridico degli Stati Uniti, ma anche dei vantaggi connessi a FATCA, come la possibilità, per esempio, di poter continuare ad approvvigionarsi in capitali sul mercato americano. Le banche dei paesi che non vi aderiscono rischiano di dover pagare un'imposta alla fonte del 30% su ogni conto detenuto da un cittadino americano. La fattura rischia di essere salata.
Contrari per principio in nome della sovranità nazionale, alcuni "senatori" UDC hanno riconosciuto l'ineluttabilità di un'adesione a FATCA. Dobbiamo "ingoiare il rospo", ha dichiarato Peter Föhn (UDC/SZ). Sia quest'ultimo che il collega di partito Alex Kuprecht (SZ) hanno chiesto al plenum di adeguarsi alla maggioranza della commissione e di non rinviare il dossier al Governo, come volevano socialisti e Verdi, ma di accettare il modello II di applicazione dell'intesa che prevede lo scambio di informazioni sui conti di clienti americani solo col loro consenso.
A nome di una minoranza della commissione dell'economia e dei tributi, Christian Levrat (PS) e Luc Recordon (Verdi) hanno chiesto il rinvio all'Esecutivo affinché quest'ultimo avvii nuove trattative sulla base dello scambio automatico di informazioni, così come prevede tra l'altro il modello I offerto dagli Stati Uniti, per tenere conto degli ultimi sviluppi internazionali e interni su questo aspetto.
Per Levrat, l'accordo FATCA negoziato da Berna che esclude lo scambio automatico di informazioni è ormai superato dagli eventi degli ultimi mesi. Il modello II scelto , "isola ancora una volta la Svizzera dal sistema finanziario internazionale". Al voto, la proposta della minoranza Levrat di rinvio è tuttavia stata bocciata per 23 voti a 11.
In seguito, con 34 voti contro 3 la Camera ha approvato la ratifica dell'accordo e con 35 voti contro 4 astensioni la legge d'applicazione.
L'entrata in vigore del Foreign Account Tax Compliance Act avverrà progressivamente a partire dal gennaio 2014. La convenzione garantisce che i conti detenuti da cittadini statunitensi negli istituti elvetici vengano notificati alle autorità fiscali Usa con il consenso del titolare o in virtù dell'assistenza amministrativa mediante domande raggruppate.
Senza l'accordo dell'interessato, le informazioni non sono fornite automaticamente, ma scambiate in base alla disposizione sull'assistenza amministrativa contenuta nella convezione per evitare le doppie imposizioni.
Per quanto riguarda il tenore dell'intesa, Berna ha potuto ottenere certe concessioni. Le assicurazioni sociali, gli istituti di previdenza privati come pure le assicurazioni sono esclusi dal campo di applicazione della normativa. Lo stesso dicasi per le autorità svizzere, la Banca nazionale (svizzera BNS) e le organizzazioni internazionali.
Gli investimenti collettivi, nonché gli istituti finanziari con una clientela prevalentemente locale (il 98% dei clienti proviene dalla Svizzera o dall'UE) sono considerati conformi alla normativa FATCA e soggiacciono soltanto a un obbligo di registrazione. Quest'ultima condizione - che riguarda circa un centinaio di banche - era inclusa anche nella "Lex Usa" bocciata dal Nazionale.