Pensione a 65 anni per tutti e riduzione delle rendite LPP del 10%. È quanto prevede la riforma "Previdenza per la vecchiaia 2020", approvata oggi dal Consiglio federale. Per mantenere il livello delle rendite AVS, il governo propone inoltre un aumento dell'IVA di due punti percentuali.
Lo scopo della riforma, che secondo l'esecutivo "pone l'accento sulla tutela degli interessi degli assicurati", è garantire il mantenimento del livello delle prestazioni. Le misure proposte concretizzano le grandi linee approvate lo scorso novembre.
Concretamente, l'età pensionabile delle donne sarà portata da 64 a 65 anni. Questo aumento "contribuirà a migliorare le prestazioni LPP", spiega il Consiglio federale.
Altra misura decisa: la riduzione dell'aliquota minima di conversione LPP. Il relativo tasso sarà progressivamente ridotto di 0,2 punti percentuali all'anno per quattro anni, passando dall'attuale 6,8 al 6,0 per cento. Ciò significa una diminuzione delle rendite di circa il 10%.
L'esecutivo propone poi il pensionamento flessibile per le persone con un reddito fino a 50'000-60'000 franchi all'anno e che hanno versato contributi AVS all'età di 18-20 anni. Questi potranno andare in pensione anticipatamente senza subire un calo della rendita o con una riduzione moderata.
Per quel che concerne l'AVS, il Consiglio federale, per mantenere l'attuale livello delle rendite, propone un aumento dell'IVA di due punti percentuali al massimo da effettuare in due tappe. Un primo punto percentuale scatterebbe all'entrata in vigore della riforma e un secondo nel momento in cui la situazione finanziaria dell'AVS lo esigesse.
Il finanziamento tramite l'IVA, spiega il governo, permetterebbe di far contribuire tutti i membri della società al finanziamento dell'AVS, evitando quindi di far pesare l'intero onere unicamente sulle persone attive.