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Mentre l'amministrazione Obama preme su Mosca perché lo estradi negli Usa, la "talpa" della National Security Agency (Nsa) Edward Snowden ha un "piano B". Il giovane hacker ha consegnato a persone di fiducia i file criptati dei segreti strappati al governo di Washington: se dovesse succedergli qualcosa di brutto i documenti verrebbero resi di pubblico dominio. Lo ha detto al sito "The Daily Beast" Glenn Greenwald, l'attivista-blogger del "Guardian" che ha veicolato le scoperte di Snowden.
"Edward ha preso precauzioni estreme per garantirsi che parecchie persone in varie parti del mondo avessero gli archivi e assicurare che le storie saranno inevitabilmente pubblicate", ha detto Greenwald aggiungendo che i destinatari dei file non li possono ancora aprire perché non hanno la password.
Se però qualcosa dovesse succedere a Snowden, "mi ha detto che ha organizzato le cose in modo che potranno accedere agli interi archivi".
Il fatto che Snowden abbia fatto copie digitali dei documenti a cui ha avuto accesso mentre lavorava per la Nsa pone nuove sfide all'intelligence americana. Anche se le autorità di Washington riusciranno a mettere le mani sulla "talpa" e sui quattro laptop che secondo il "Guardian" avrebbe portato con sé a Hong Kong, i segreti di cui Snowden è in possesso saranno probabilmente pubblicati.
Intanto sul caso Snowden s'inserisce il Venezuela: il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato che se a Caracas dovesse arrivare una richiesta di asilo politico, il governo "chavista" sarebbe pronto a "valutarlo", così come ha già fatto l'Ecuador.