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CF: futuro dell'esercito, progetto in consultazione
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L'effettivo dell'esercito deve ridursi da 180'000 a 100'000 unità; solo due scuole reclute all'anno invece di tre e corsi di ripetizione di 13 giorni invece di tre settimane; per ogni milite un totale di 225 giorni di servizio invece di 260. Il Consiglio federale ha posto oggi i pilastri delle riforma dell'esercito, inviandola in consultazione fino al 17 ottobre.

La riforma concretizza sotto il profilo giuridico il Rapporto sull'esercito 2010, affinché l'esercito, per il suo ulteriore sviluppo, possa fondarsi su adeguate basi legali.

Saranno "ridisciplinati" i compiti e l'effettivo. La legislazione militare - nelle intenzioni del governo - sarà adeguata alla prassi odierna nel settore degli impieghi sussidiari d'appoggio dell'esercito.

Con un effettivo di centomila membri l'esercito potrà comporre 109 battaglioni: 68 dovranno venir sciolti, tra cui 16 formazioni attive e le 52 di riserve.

I tagli riguarderanno innanzitutto gli immobili, il personale di professione e l'armamento. Diversi aerodromi, fino a un dozzina di piazze d'armi e tutta l'infrastruttura di combattimento sono destinati a scomparire. Il sistema aereo di difesa Rapier, in servizio dal 1984, i radar Taflir, acquistati con il programma d'armamento 1985, i cacciacarri e altri grandi sistemi saranno posti fuori servizio.

Sicurezza rapida, flessibile, polivalente

Le prestazioni dell'esercito - scrive il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport - devono soddisfare le esigenze in materia di sicurezza della Svizzera. Devono quindi essere orientate alle minacce e ai pericoli e considerare la vulnerabilità dello Stato, dell'economia e della società. Devono essere armonizzate con le risorse finanziarie e di personale disponibili.

"L'esercito deve essere in grado di creare sicurezza in maniera rapida, flessibile e polivalente". Oltre a ciò, deve poter essere impiegato, per lo meno in parte, immediatamente. Il numero ridotto di formazioni disponibili in conseguenza della riduzione dell'effettivo e la necessità di fornire rapidamente appoggio alle autorità civili in caso di eventi improvvisi richiedono "una rielaborazione del sistema della prontezza differenziata". Una capacità di reazione elevata richiede anche miglioramenti a livello di istruzione ed equipaggiamento.

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