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Migliaia di manifestanti antigovernativi sono di nuovo confluiti pacificamente verso Taksim, luogo simbolo a Istanbul della rivolta delle ultime settimane, nonostante la forze presenza di agenti antisommossa, per chiedere le dimissioni del premier Recep Tayyip Erdogan .
I manifestanti denunciano anche la decisione di una corte di Ankara che ha lasciato a piede libero un agente accusato di avere ucciso con una pallottola alla testa un dimostrante.
Un lungo cordone di agenti antisommossa, appoggiati da blindati e cannoni ad acqua, impedisce ai manifestanti in arrivo da Istiklal, la strada icona della Istanbul turistica, l'accesso al centro di Taksim.
I manifestanti gridano 'Tayyip Istifà (Tayyip dimissionì). Manifestazioni parallele sono in corso ad Ankara e in altre città del paese. Nella capitale, secondo testimonianze sulle reti sociali, ci sono stati incidenti con la polizia, che ha effettuato alcuni arresti.
Nel pomeriggio, su via Istiklal, c'era stata un'altra manifestazione per denunciare la morte ieri nel villaggio curdo di Lyce, vicino a Diyarbakir, di un manifestante colpito da uno sparo di un gendarme turco. I dimostranti contestavano un progetto di ampliamento di una base militare nel villaggio di Lyce.
La morte del manifestante ha provocato una impennata della tensione con la comunità curda (circa il 20% della popolazione della Turchia). Manifestazioni sono previste anche domani in diverse città del paese.