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Italia: Lega; Bossi attacca ancora ma Salvini lo affronta
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Frasi come quella pronunciata da Roberto Maroni, secondo il quale "chi non è d'accordo con me si può accomodare fuori" dalla Lega Nord, sono "inaccettabili". Umberto Bossi lo ha detto senza giri di parole intervenendo ieri a una festa leghista in provincia di Como. Il presidente-fondatore è tornato a ribadire le sue riserve su come il suo successore ha impostato la gestione del Carroccio.

"La Lega l'ho fatta e non ho nessuna intenzione di distruggerla, una soluzione si troverà", ha voluto chiarire Bossi davanti a un centinaio di militanti a Cermenate. "Ma dobbiamo ascoltare bene la base" ha aggiunto, altrimenti "il partito va in malora" e del resto "i risultati elettorali sono quelli che sono".

Questa volta, però, il Senatur ha trovato anche chi gli ha risposto direttamente, proprio davanti ai militanti: è stato Matteo Salvini, segretario della Lega Lombarda e vice segretario federale di Maroni, che era presente alla festa ed era seduto allo stesso tavolo dell'ex leader.

"Te lo dico a nome di miglia di militanti - ha detto Salvini - il nemico è fuori, smettiamola di fare polemiche dentro e di martellarci le palle". A Bossi, Salvini ha riservato dei ringraziamenti perché quando aveva 17 anni, ha "fatto la tessera della Lega perché ho visto in tv lui che parlava di Nord". Ma adesso, ha concluso, bisogna guardare avanti e rimanere uniti, "il nemico non è Umberto Bossi ma non si chiama nemmeno Roberto Maroni.

Il Terzo Reich è a Bruxelles e non a Lozza o Gemonio e i militanti non meritano di aprire il giornale alla mattina e leggere delle nostre beghe interne". Bossi ha ascoltato l'intervento di Salvini seduto al tavolo fumando il sigaro e non ha replicato l'intervento del vice segretario della Lega, in molti passaggi più applaudito del suo. Ma le sue critiche rischiano di essere un leit-motiv delle sue apparizioni alla feste del movimento, dove il presidente federale continua a contestare la scelta del motto "Prima il Nord" scelto da Maroni (il quale oggi si è limitato a ribadire via Twitter che "il futuro della Lega" è nei giovani del movimento). E lo ha fatto anche questa sera, ribadendo la sua convinzione che è "meglio la Padania".

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